15/06/2016
Camino al Tagliamento, Codroipo
In queste settimane di propaganda in vista del referendum sulla fusione a cui i cittadini sono chiamati a votare domenica prossima (19 giugno), abbiamo assistito a una massiccia campagna promozionale da parte dei comuni di Codroipo e Camino al Tagliamento. Sono stati schierati ben 4 camion-vela, un sito internet, un video promozionale trasmesso prima dei film al cinema del Città Fiera di Udine, oltre che su Telefriuli, TelePordenone e su varie radio, locali e non, come Radio Capodistria. E questo è solo un elenco parziale.
Essendo i promotori di questa campagna due Comuni, viene spontaneo da chiedersi: ma chi paga tutto questo? I cittadini ovviamente, attraverso i fondi pubblici versati dalla Regione ai due Comuni affinché realizzassero degli Studi di Settore e una campagna informativa che informasse in maniera paritaria e trasparente sulle conseguenze di questa fusione.
Ciò non è avvenuto, e dei 200.000 € di fondi pubblici affidati ai Comuni di Codroipo e Camino, quasi 130.000 (il 65%) sono già stati spesi in spot promozionali per il SI. Un’infinita serie di slogan propagandistici che a livello di contenuti sulle effettive conseguenze di questa fusione non hanno niente.
Accedendo all’albo pretorio on line del comune di Codroipo, è possibile consultare nel dettaglio queste spese. Si potrà scoprire allora che: 14.200 € sono stati spesi in “materiale promozionale informatico” (tra cui l’acquisto di due stampanti e due computer); 21.000 € in generici “servizi di comunicazione” (si presume vi rientrino anche i camion-vela); 30.300 € sono stati dati alla rivista Forte&Chiaro e ad altre compagnie pubblicitarie; 4.700 € sono stati spesi in proiettori; 10.000 € in promozione sul web e sulle radio; 6.700 € in “acquisto di strumenti audio portatili”; 2.500 € in materiale cartaceo; 1.100 € sono stati spesi per la realizzazione di un’unica serata informativa, cioè quella del Caffè Letterario Codroipese; e molti altri ancora fino a un totale di 130.000 €.
Un elenco interminabile di fondi pubblici sprecati in pura propaganda. Per farci un’idea, i comitati del NO hanno speso ad oggi circa 3.000 € di fondi privati (versati di tasca propria dai membri dei due comitati e dal locale circolo del PD).
Ma come possono i promotori del SI far leva sul fatto che questa fusione porterà risparmi, quando prima ancora di realizzarla sprecano quasi 130.000 € di fondi pubblici solo per promuoverla?
Ascoltando i sindaci che hanno già compiuto processi di fusione, i risparmi dei nuovi comuni fusi ammontano circa a 30.000 € all’anno. Stando così le cose, i Comuni di Codroipo e Camino hanno già bruciato 4 anni e mezzo di risparmi prima ancora di andare fusione. Inoltre se vi va a spulciare i bilanci di questi stessi comuni che si sono già fusi, si noterà che le spese per la campagna promozionale non hanno mai superato i 15.000 €. Nel caso di Codroipo e Camino abbiamo speso 10 volte tanto!
Visti questi elementi, il NO a questa proposta di fusione trova ulteriore vigore. Un NO, quello di domenica prossima, motivato ancora di più dalle spese sregolate e spregiudicate di due Amministrazioni che rende sempre più chiaro le vere motivazioni che stanno dietro a questa fusione. Ad oggi, gli unici elementi che sono oggettivamente venuti fuori sono due: l’aver rinviato le elezioni comunali di Codroipo e l’aver sprecato quasi 130.000 € di risorse pubbliche in propaganda.
Domenica prossima saranno i cittadini a giudicare ancora credibile o meno questa scalcinata proposta di fusione.