Arte e spettacoli

Orso d'argento per il miglior attore per Elio Germano

di Angelo Cannella

Elio Germano, il talentuoso attore, anagraficamente giovane, appartenente alla nostra nuova generazione di attori, ma dalla carriera ricca di interpretazioni e successi, ha avuto un grande riconoscimento al festival del Cinema che si svolge ogni anno a Berlino, in Germania dal 20 febbraio al 1 marzo.
Commovente è stata la sua dedica: “Volevo ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a questo film, che è stato molto faticoso...Quindi tutte le persone coinvolte in questo lavoro, da Giorgio Diritti ai produttori e ai volontari, che ci hanno aiutato molto. Lo voglio dedicare, questo premio, a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue e alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane. Lui diceva sempre "Un giorno faranno un film su di me ed eccoci qui!"
Sicuramente molto ambito e prestigioso è stato il premio assegnatogli, in quanto la Berlinare è uno dei festival del cinema tra i più seguiti ed apprezzati.
Infatti, il Festival internazionale del cinema di Berlino è, insieme con il Festival del Cinema di Venezia ed il Festival del Cinema di Cannes, tra i più importanti festival del cinema in Europa e nel mondo.
Nato nel 1951, si svolge ogni anno nel mese di febbraio nella città di Berlino per la durata di undici giorni ed è noto anche come Berlinale, nome coniato dall'attrice tedesca Tatjana Sais, ed è stato riconosciuto come festival competitivo dalla Fiapf nel 1956 e con gli anni ha assunto sempre maggior prestigio. Grazie anche a eventi concomitanti come lo European Film Market e il Berlinale Talents, ogni anno attira circa 500.000 visitatori da tutto il mondo e ospita in media oltre 20.000 addetti ai lavori provenienti da 120 nazioni, tra cui 4.000 giornalisti.
Dal 1982 viene conferito anche l’Orso d’oro alla carriera e nel 1986 è stata introdotta la Berlinare Kamera, premio onorifico destinato a personalità e istituzioni cinematografiche che nel corso degli anni hanno dato un importante contributo al festival.
I principali premi sono:
  • Orso d'oro per il miglior film
  • Orso d'argento, gran premio della giuria
  • Orso d'argento per il miglior regista
  • Orso d'argento per il miglior attore
  • Orso d'argento per la migliore attrice
  • Orso d'argento per la migliore sceneggiatura
  • Orso d'argento per il miglior contributo artistico
  • Premio Alfred Bauer
E’ stato sicuramente un grande successo del cinema italiano al Festival di Berlino 2020 per l’Orso d'Argento per la Migliore sceneggiatura ai fratelli D'Innocenzo per “Favolacce” e l’Orso d'Argento per il Migliore attore a Elio Germano "per il suo straordinario lavoro nel catturare sia la follia esteriore che la vita interiore dell'artista Toni Ligabue" in “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti.
Il film, coprodotto da Rai cinema e da Palomar (la stessa casa di produzione dietro alla serie tv de Il commissario Montalbano) è diretto da Giorgio Diritti, e narra, come detto, del pittore Antonio Ligabue.
Fa indubbiamente effetto assistere a pochissimi giorni di distanza dalla morte di Flavio Bucci a un film che ha al centro la sofferta vita di Antonio Ligabue.
Fu proprio il compianto attore torinese nel 1977, in quello che all'epoca si chiamava ancora sceneggiato televisivo, in tre puntate, a dare uno scossone al modo di raccontare biografie in tv interpretando proprio Ligabue.
Nonostante il difficile compito, però, l’interpretazione di Elio Germano è stata sicuramente potente ed ha sicuramente raggiunto i livelli eccelsi dell’interpretazione di Flavio Bucci.
Il talento recitativo nonchè animo e natura eclettici, fanno di Elio Germano una promessa e un vanto del panorama cinematografico italiano.
Nonostante la giovane età, può infatti già vantare diversi premi, oltre al recente Orso d’argento alle Berlinare del 2020; infatti l’attore romano ha già vinto tre David di Donatello per Mio fratello è figlio unico, La nostra vita e il Giovane favoloso, dove interpreta il poeta Giacomo Leopardi, oltre la Palma d’Oro a Cannes nel 2010 per il film “La nostra vita”
Dotato di un grandissimo talento, si innamora fin da bambino del cinema e del teatro; infatti le sue prime esperienze nel campo della recitazione risalgono quando, all’età di 12 anni, Castellano e Pipolo lo scelgono come protagonista del loro “Ci hai rotto papà” (1993), commedia corale in cui raccontano le avventure di un gruppo di bulletti le cui imprese sono principalmente rivolte a danneggiare gli adulti, considerati i “nemici per eccellenza”.
La carriera del giovane attore decolla: prima l’esperienza con i Fratelli Vanzina che lo selezionano per “Il cielo in una stanza” (1999), una commedia in cui Paolo (Ricky Tognazzi), padre di un adolescente, si ritrova improvvisamente catapultato negli anni della sua giovinezza (è Germano a vestire i panni del giovane Paolo), insieme al figlio Marco, che in questa sorta di limbo scopre la parte gioviale e spensierata del genitore.
Dai Vanzina ai migliori cineasti del panorama cinematografico mondiale il passo è breve: lavora con i migliori registi contemporanei come Ettore Scola, che lo inserisce nel cast di “Concorrenza sleale” (2001), dandogli la possibilità di lavorare al fianco di grandi attori come Saergio Castellitto e Gerard Depardieu; poi lavora anche con Emanuele Crialese che lo chiama per “Respiro” (2002);inoltre lavora anche con Giovanni Veronesi in “Che ne sarà di noi” (2004) e con Michele Placido, che gli dà una particina in “Romanzo Criminale”, forse uno dei casi cinematografici del 2005.
Nello stesso anno, Elio Germano viene scelto da Abel Ferrara per una piccola parte nel suo “Mary”, portato alla Mostra del Cinema di Venezia, e successivamente Gabriele Salvatores e Paolo Virzì lo fanno lavorare, rispettivamente, in “Quo Vadis, Baby?” (2005) e “N - Io e Napoleone” (2006).
La consacrazione definitiva arriva però con “Mio fratello è figlio unico” (2007), di Daniele Lucchetti, ispirato al romanzo “Il fasciocomunista” di Antonio Pennacchi, dove interpreta la parte del protagonista, Accio Benassi, al fianco di Scamarcio e la sua prova intensa gli vale il David di Donatello come Miglior Attore.
Nel 2007 è ancora protagonista di “Nessuna qualità agli eroi” e “Il mattino ha l’oro in bocca”, di Francesco Patierno. Il film è ispirato all’autobiografia di Marco Baldini, ex voce di Radio DeeJay e spalla di Fiorello, che Elio Germano impersona dagli anni giovanili fino ai giorni nostri, passando per il periodo buio dei debiti legati al gioco e delle pesantissime difficoltà economiche.
Gli ultimi lavori lo vedono di nuovo impegnato con Paolo Virzì in “Tutta la vita davanti” (2008), sui problemi legati al mondo del lavoro; con Salvatores in “Come Dio comanda” (2008), tratto da una storia di Ammaniti, e diretto da Daniele Vicari ne “Il passato è una terra straniera” (2008).
Nel 2009 partecipa a "Nine", pellicola diretta da Rob Marshall, ispirata all'omonimo musical di Broadway a sua volta tratto dal celebre capolavoro di Fellini "8 e 1/2", in cui affianca un cast tutto al femminile, tra canzoni e coreografie che hanno lasciato un segno nei cuori degli spettatori.
Nel 2010 è di nuovo diretto da Luchetti ne "La nostra vita", incentrato sulla storia di un padre che perde la moglie durante il parto e si trova da solo a dover crescere i suoi figli. Tale interpretazione gli è valsa la Palma d'Oro come Miglior Attore alla 63ª edizione del Festival di Cannes. Nel 2010 recita in "Tutti al mare", esordio alla regia di Matteo Cerami. Nel 2011 arriva un altro David di Donatello e successivamente lavorerà anche per Özpeteck nel 2012 con "Magnifica presenza". Sempre nello stesso anno, insieme a Valerio Mastandrea, è in "Padroni di casa" di Edoardo Gabriellini, mentre nel 2013 viene scelto da Giovanni Veronesi per il film "L'ultima ruota del carro".
Nonostante la grande popolarità, Elio Germano è uno dei pochi attori giovani che non fa parlare di sé, se non per la sua professionalità, quando, e accade molto spesso, dà prova di essere davvero un grande attore. Nel 2014 è protagonista del film "Il giovane favoloso", diretto da Mario Martone, dove interpreta Giacomo Leopardi, per il quale ottiene il Premio David di Donatello 2015, come Miglior Attore Protagonista.
Inoltre il 2015 si rivela per Elio Germano un anno ricco di lavori che lo impegnano sul set di film come "Suburra" di Stefano Sollima; "La dame dans l'auto avec des lunettes et un fusil" di Joann Sfar; "Alaska" di Claudio Cupellini e "Bella e perduta" di Pietro Marcello.
Nel 2016 recita in "Il sogno di Francesco", un film che riporta le vicende biografiche di San Francesco d'Assisi, dove Elio Germano veste i panni del Santo. Mente l'anno dopo appare in "La tenerezza" e "Questione di karma".
Gli ultimi lavori sono nel 2018 con "Io sono tempesta" di Daniele Luchetti e "Troppa grazia" di Gianni Zanasi. Dopo il delicato "L'uomo senza gravità", arrivano nel 2020 gli ambiti riconoscimenti al Festival di Berlino.

Ultimo aggiornamento: 05/06/2020 09:07