Camino al Tagliamento, Libri

Cesare Mori, prefetto di ferro

di Silvia Iacuzzi

Interessante serata all’Azienda Agricola Ferrin dove il prof. Paolo Stazzolini ha introdotto il suo libro sul prefetto di Udine dal 1930 al 1942 partendo dal ricordo di un abitante di Pagnacco: “Mussolini lu veve mandât de Sicilie a Udin. Se no, al sarès rivât a Rome, e a saressin stâts fastidis par ducj!”
Su di lui è stato realizzato anche un romanzo di Arrigo Petacco, un film con Giuliano Gemma e una fiction RAI nel 2012. La ricerca condotta da Stazzolini e dal coautore Stefano Felcher che ne ha ricavato la tesi di laurea ha rivelato come molte delle informazioni disponibili online siano errate. Andando a cercare negli archivi di Pavia dove Mori era nato, del Consorzio di bonifica e dal manuale di Lino Vidotti, autista di Mori in Friuli, Stazzolini e Felcher hanno messo ordine nella vita di quello che hanno definito lo “stato nello stato”, perchè ha sempre fatto gli interessi della comunità.
Mori era un integerrimo servitore dello stato di formazione militare che dapprima fu mandato dal regime fascista in Sicilia per affrontare il brigantaggio, cosa che fece con relativo successo cercando di organizzare tutte le forze dell’ordine intorno allo stesso obiettivo. Fu quindi nominato senatore, ma restò a Roma solo per sei mesi in quanto persona scomoda per la sua rettitudine ed intransigenza. Fu quindi inviato ad Udine per la bonifica della bassa friulana, cosa che realizzo insieme all’acquedotto in Istria. Morì a Udine prima della fine del fascismo, forse per sua fortuna per evitare di doversi confrontare con le contraddizioni delle istituzioni a cui aveva giurato e mantenuto lealtà.

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Ultimo aggiornamento: 05/07/2020 10:26