Libri, Furlan

“Peraulis furlanis dal mangjâ”

di Amos D'Antoni

I giornalisti Silvano Bertossi e Carla Casoli hanno confezionato un vademecum sulla terminologia friulana di alcune pietanze e ricette.
La legge regionale n. 15/1996 il friulano è stato una delle lingue tradizionalmente parlate nel territorio regionale come preciso obbligo verso la famiglia dei popoli europei, riservando di fissare la grafia ufficiale della lingua friulana. La legge 482/1999 ha sancito norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, in attuazione dell'articolo 6 della Costituzione Italiana, in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali e individua una serie di lingue e culture, tra cui il friulano, che si propone di tutelare e valorizzare.
La terminologia della lingua friulana ammette tante varianti e possiede termini diversi secondo le zone del territorio. La pronuncia del friulano rispecchia territori che vanno dal Friuli centrale, della fascia sud orientale, del basso Tagliamento, goriziano, quello carnico, alto gortano, fornese, occidentale comune, asin, Ertano, però le varianti sono perfettamente comprensibili, essendo molto convergenti tra loro.
Pertanto gli autori del testo “Peraulis furlanis dal mangjà” (parole friulane del mangiare) hanno inteso suggerire una lista di pietanze e ricette, dall'A alla Z, adoperando il corretto uso del linguaggio che appartiene alla terra friulana. Il libro, con venti ricette (ed. L'Orto Della Cultura), vuole ricordare dei termini che sono poco usati o praticamente dimenticati dai cultori enogastronomici, avvalendosi anche della consulenza di un professore già docente all'Università di Udine di lingua e cultura friulana. L'opuscolo detta anche alcune regole sulle parole femminili, sul plurale, su nomi di pietanze. Segnala come abbrustolire, affumicare, amalgamare, parla di come si cuoce l'asino, la beccaccia, come si producono diverse varietà di biscotti tipici. Come si prepara il brodetto di pesce, il cappone, che erano omaggi che i contadini portavano a Natale ai padroni delle terre. Sul maiale tratta una serie di metodi, sempre in friulano, per insaccare i prodotti del porco. Sui distillati fornisce alcune lavorazioni accurate che svolgono in Carnia. Parla delle diverse varietà di fagioli, delle farine di granoturco, che produce polenta. E' chiaro che il gran priore della Confraternita della polenta friulana, Silvano Bertossi, non poteva dimenticare il prodotto più genuino e tipico friulano, magari accompagnata dal tradizionale frico, o “salam tal aset”. Il libro composto di oltre 100 pagine elenca i nomi in friulano di tanti altri prodotti della terra, dell'orto, di erbe anche aromatiche, di frutta, pollame, bovini e tante ricette di pietanze gustose che parlano di buon cibo che prende alla gola le persone che amano un bel e buon mangiare.
Ultimo aggiornamento: 05/06/2020 09:07