Codroipo, Libri

I fantasmi della Burello ospiti del Caffè Letterario Codroipese

di Tina Menotti

©LR
©LR
Ormai lo possiamo ben dire: il salone del Nuovo Doge di Passariano gremito di pubblico è la griffe del Caffè Letterario Codroipese che, il 21 novembre scorso, ha confermato il suo grande successo in occasione della presentazione del libro di Lucia Burello, “Fantasmi tra noi. Il mistero nei racconti dei friulani di oggi”, Gaspari editore. A moderare l’incontro, l’accattivante piglio dell’avvocato Gianmaria Cojutti e la professionalità del presidente dell’associazione culturale, Luisa Venuti che, affiancata dal suo vice Eddi Bazzaro, può vantare d’essere l’artefice di un appuntamento ormai irrinunciabile con la cultura del nostro territorio.
Ciliegina sulla torta, le splendide note del maestro Giorgio Cozzuti al pianoforte. Il vice direttore della Scuola di Musica di Codroipo, infatti, ha magistralmente eseguito brani ad hoc per la serata dall’atmosfera decisamente gotica, ripescando nel repertorio romantico ottocentesco.
Ma entriamo nello specifico dell’appuntamento e al libro della Burello. Dopo aver ascoltato le storie di molti corregionali protagonisti di esperienze sconcertanti e misteriose, l’autrice udinese le ha raccolte in questo volume decisa a iniziare con i lettori un viaggio nel mondo del paranormale, accompagnati da coloro che hanno avuto il privilegio o la sfortuna di incontrare un fantasma. Oltre a 22 storie che hanno davvero dell’incredibile, il libro dedica numerose pagine alle apparizioni che hanno interessato la nostra regione, partendo dalle cronache di antichi quotidiani. Si tratta di una panoramica puntuale e accattivante sullo spiritismo “di casa nostra”, dove poco spazio viene dato alla leggenda. Tra queste pagine, inoltre, spicca un documento straordinario: un carteggio datato 1860 tra il giurista friulano Pietro Ellero (1833-1933) e tale P.A Cicuto di Portogruaro. Se il primo, di idee positiviste, condanna la superstizione e il paranormale, il secondo, con squisita e rara eloquenza, difende il magico a spada tratta. L’epistolario, dunque, scovato per caso dall’autrice, evidenzia le profonde contraddizioni del XIX secolo anche in materia di spiritismo. Non di rado, infatti, la scienza si fece sedurre dalla trascendenza e dal mistero e anche in Friuli gli spettri divennero materia di scontro all’interno del mondo scientifico, religioso e filosofico.
Ectoplasmi, anime smarrite, case infestate, animali fantasma, fenomeni che sfidano le leggi della fisica, bilocazioni, incontri impossibili. L’autrice ci accompagna nel mondo del paranormale in Friuli Venezia Giulia attraverso passato e presente.
Scrive a proposito del libro lo scrittore e cantautore Luigi Maieron:
«Il mistero cammina con noi. Si lamenta perché non è più considerato come un tempo, la modernità gli ha spostato i confini. La scienza non vuole che giri a suo piacere e lo delimita. Con il suo metro fa da sarta e prende le misure di ogni fantasma. Ma Misurarsi con i “propri” fantasmi non è affare da tutti i giorni. E’ attività impegnativa, prevede capacità di osservazione e misura. Prevede che realismo e fantasia si uniscano per regolare le ombre che ci girano attorno. Lucia Burello, non se l’è sentita di lasciare “giacer nel buio” i misteri della nostra terra di Friuli, e li ha raccolti. Armata del suo piccone a forma di penna ha scavato per riportare alla luce vicende di anime erranti, di presenze misteriose, di ectoplasmi e visioni. Lo ha fatto scrutando l’orizzonte, e al buio, alzando lo sguardo al cielo, perché i misteri ci chiamano e noi, come ha scritto l’autrice, siamo bambini smarriti e insicuri con il bisogno di casa”.
Ultimo aggiornamento: 31/03/2020 15:06