Regione, Furlan

Furlans tal forest: bon Nâdal, buinis fiestis

di Danilo Vezzio, Presidente Fogolâr Furlan di Lione

Grande successo per la tradizionale Festa Natalizia dedicata agli anziani. È stata una bella festa di ‘’famiglia’’, con tutti gli ingredienti della friulanità, la gastronomia, i canti, una sana atmosfera di amicizia, di fraternità, si é vissuto qualche ora di ‘’aria di festa’’ come in paese’’.
I numerosi invitati erano in grande maggioranza friulani, ma anche amici provenienti da tutte le regioni italiane, perché il Fogolâr Furlan non è un ghetto. L’emigrazione, ‘’l’espatriazione’’, ha permesso a noi friulani che viviamo all’estero da decenni di far conoscenza ed imparare a convivere in armonia, in simbiosi, apprezzando e facendo apprezzare le nostre saporite diversità, gastronomiche o canore. È evidente che il formaggio di latteria della Carnia è diverso dalla provola dei Nebrodi, ma è comunque apprezzato ed ora conosciuto anche dai fratelli siciliani o alsaziani. ‘’Stelutis Alpinis’’ è un canto totalmente diverso da ‘’Vinne la primavera ‘’, ma entrambi vanno al cuore della nostra gente. Un amaro Averna, non è la grappa di ‘’contrabbando o di fossâl ’’, prodotta da un alambicco friulano nascosto nelle campagne francesi ma entrambi riscaldano gli animi in calorosi scambi.
Anche il nuovo Console generale d’Italia, Pierangelo Cammarota, ha voluto onorare il Fogolâr Furlan di Lione ed ha presenziato all’iniziativa accompagnato dalla moglie e dei due figlioli. La loro presenza é stata molto apprezzata da tutti i commensali. Il Console generale è da poco a Lione e ha continuato a far conoscenza con la ‘’comunità italiana’’ di Lione, che è essenziale affinché la sua missione sia un successo umanamente ed amministrativamente.
Il Fogolâr Furlan, un’associazione sempre dinamica ed accogliente, fa parte di uno sparuto gruppo di associazioni ‘’italiane’’ che animano le nostre comunità a Lione e la sua attiva presenza denota l’attaccamento alla nostra terra. Il Friuli è cambiato lo sappiamo, ma noi siamo a mille chilometri e conserviamo lo spirito degli antenati, produciamo ancora la nostra ‘’sgnape di fossâl’’, non sarebbe necessario, ma è una tradizione ed un ‘’mistîr’’ che non vogliamo perdere. Si potrebbe quasi dire che Lione, oltre ad essere italiana, è anche friulana, ma quello che conta è vedere che parte della discendenza conserva, coltiva, le proprie radici. Per noi ‘’vecchi immigrati’’ è una soddisfazione ed un sollievo perché da tempo abbiamo capito che un albero senza radici non resiste alle bufere e per gli uomini è la stessa cosa: finché ci sarà un Fogolâr, le radici friulane a Lione rifioriranno e profumeranno di Friuli la seconda città di Francia.
Siamo in un periodo di auguri e abbiamo fatto in modo che 120 friulani in piedi, con un bicchiere in mano salutino il nostro Friuli ed augurino a tutti i friulani “bon Nâdal, buinis fiestis”.
Ultimo aggiornamento: 05/06/2020 09:07