Regione, Furlan

Lusôr di paradîs dal Friuli a Lione

di Danilo Vezzio, Presidente Fogolâr Furlan di Lione

A Lione le attività del Fogolâr Furlan sono sempre state di eccellente qualità, ma quelle del mese di ottobre hanno forse segnato una svolta nel destino, sono state delle manifestazioni importanti, finanziate anche con il contributo della Regione FVG e dell’ente Friuli nel Mondo
Infatti, ha avuto un grande successo la ‘’due giorni di Lione’’, con un pellegrinaggio cultuale e culturale, due concerti del Polifonico di Ruda ed una conferenza dal tema molto ambizioso: “Il Friuli Venezia Giulia, crogiuolo di etnie, culture e tradizioni, esempio di convivenza pacifica e operosa tra le varie componenti dell’Europa”.
Partiamo proprio dalla conferenza. C’era molto da dire ed è stato detto molto! La sala era piena e i conferenzieri di livello internazionale hanno saputo cogliere l’attenzione di un pubblico attento ed interessato. Dopo il benvenuto del presidente del Fogolâr Furlan Danilo Vezzio, il sindaco di Lione 3, madame Catherine Panassier, ha voluto esprimere la sua approvazione per l’iniziativa e la soddisfazione di contare il Fogolâr Furlan tra le associazioni esemplari di Lione, perchè attori di una co-abitazione pacifica nella metropoli cosmopolita di Lione.
Anche il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Adriano Luci, che i friulani di Lione considerano come il ministro degli Affari Esteri del Friuli Venezia Giulia, ha rivolto un grande e sentito messaggio come una vera autorità di stato in visita ufficiale all’estero.
Dopo queste introduzioni il conferenziere Alessio Screm, dottore di ricerca in musicologia, docente e giornalista, ha sviluppato un accattivante esposto sulla “Musica in Friuli, una varietà di patrimoni europei condivisi”, dando la prova che anche nel campo musicale il Friuli ha avuto un suo ruolo nella Mittel-Europa.
La dottoressa Audrey Soria, membro di Team Europa, rete dei conferenzieri della Commissione Europea esperta di finanziamenti europei, ha parlato delle Regioni autonome d’Europa con lingue minoritarie, i casi italiani del Friuli Venezia Giulia e di altre regioni. Anche in questo caso i friulani sono un esempio di etnia che ha portato in Europa e nel mondo intero una cultura, una lingua e vari dialetti storici.
Jean Dominique Durand, professore emerito dell’Università di Lione, vicesindaco di Lione, vaticanista, storiografo, specialista dell’Italia, ha poi spiegato la “Centralità mediterranea del Friuli Venezia Giulia”. La sua conoscenza della nostra piccola Patria è al di sopra di quelle dei normali abitanti del Friuli. Ha evocato luoghi, storia e personalità del Friuli, suscitando un vivo interesse. Dai cosacchi a Sgorlon, dal patriarcato alle foibe sul Carso, ha messo in evidenza con autorevolezza quello che da sempre affermiamo: il Friuli è una Nazione con un territorio, un popolo, una lingua, una cultura, una storia, ed è quindi un Paese di centrale importanza nell’area mediterranea.
Il bouquet finale lo ha portato il prof. Angelo Floramo docente all’Isis Magrini-Marchetti di Gemona, consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana Antica di San Daniele, storiografo, paleografologo... ma per noi questi titoli non traducono appieno la magia di Angelo l’incantatore! Un filosofo, poeta erudito, che sa introdurre la Grecia e l’Egitto nella storia della polenta, che sa dare un significato metafisico alla forma semi-sferica della polenta sul ‘’taulîr’’, che rammenta la volta celeste del creato ...e la polenta diventa Nut, la dea egizia del cielo. Angelo fa pensare ad un incantatore di serpenti senza flauto, ammalia il pubblico con le parole ed il cervello del pubblico si innalza dondolando come il cobra addomesticato. Il pubblico è ammaliato, affascinato dall’uomo che parla ‘’a braccio’’ senza un foglio di carta, ma parla come un libro aperto, e va direttamente nell’anima della gente. Angelo è carisma! In teologia, carisma significa un regalo, consistente nella capacità data ad un uomo di far del bene ad una comunità. Angelo Floramo lo ha fatto a Lione per la comunità friulana ed anche per gli altri presenti.
La sera, grande concerto del Polifonico di Ruda, diretto dalla straordinaria Fabiana Noro. Si è svolto nella chiesa neo-classica dedicata a San Potino primo vescovo delle Gallie, il pubblico melomane era presente, l’acustica ottima ed il Polifonico ha raggiunto il quasi divino. Nonostante sia esile, Fabiana Noro possiede la forza e dirige il coro come se suonasse il pianoforte: le sue mani emanano onde che toccano i coristi come i tasti del pianoforte. Anche qui pura magia, siamo nell’eccezionale e non ci sono parole. Bravissimo anche l’organista Manuel Tomadin di fama internazionale, che ha suonato uno strumento all’altezza della sua virtuosità. Il pubblico ha manifestato il suo pieno apprezzamento per il concerto in una standing ovation.
Il Fogolâr di Lione aveva invitato il Polifonico di Ruda anche per sostenere la rinascita del tradizionale Pellegrinaggio degli Italiani, della grande regione di Lione, che ha un ruolo culturale importante visto che si tratta di secoli di storia, che fanno rammentare e vivere. Tramite il Fogolâr, il Friuli ha regalato a Lione due concerti e la Messa in F, di Josef Gabriel Rheinberger, davvero splendida nella non meno splendida basilica di Fourvière, quella che noi friulani, chiamiano la cappella Sistina dei mosaicisti!
La basilica possiede una chiesa nascosta, la cripta, in cui c’è anche la cappella della madonna di Loreto. Il Polifonico, i pellegrini e turisti di ogni parte del mondo sono scesi salutare la Madonna ed hanno ascoltato il gruppo corale in una esibizione di emozionante bellezza, aiutati dall’acustica particolarmente adatta per le eccellenti performance. Le innumerevoli tessere d’oro dei mosaici brillavano più del solito e c’è stata una concelebrazione veramente non comune: la fantasmagoria delle luci, velate dall’incenso hanno creato un’atmosfera mistica in cui il Polifonico si è inserito divinamente.
Forse il culmine del pathos è stato raggiunto durante ‘’l’ultima’’ cena, in una celebre, tipica birreria lionese. I coristi non erano più in smoking, ma in abiti civili e in modo spontaneo hanno iniziato a cantare. Ecco che allora è successo qualcosa di soprannaturale: gli avventori non mangiavano, non bevevano più, i camerieri hanno sospeso il lavoro e si è vista la gente tremare, con lacrime agli occhi, braccia alzate con telefoni titubanti... cos’era successo? Lusôr di paradîs! Nella melodia friulana di “Luci di paradiso” nessuno é caduto in ginocchio ma un miracolo c’è stato.
Spiace constatare che se il Polifonico di Ruda fa miracoli, i diversi governi regionali del Friuli Venezia Giulia non hanno mai saputo sfruttare la fitta rete dei Fogolâr Furlans, che avrebbero potuto essere delle vere e proprie ambasciate-consolati del Friuli. L’Ente Friuli nel Mondo non è stato elevato a Ministero degli Affari Esteri del Friuli, pur avendo tutti i requisiti. Ora neppure un miracolo potrà recuperare il tempo perso e vediamo assessori friulani affannati correre a Chicago o altrove, presentare vini e prodotti tipici friulani, ma sono in ritardo di 50 anni! Avrebbero potuto essere come a casa loro nel mondo intero. Invece purtroppo tanti Fogolâr si sono spenti; rimangono alcune braci... forse soffiando farete rinascere qualche fiammella dalle ceneri, ma il tempo perso non si ritrova mai... per fortuna, ogni tanto appare un lusôr di paradîs e questo ci consola un po’!
Ultimo aggiornamento: 05/06/2020 09:07