03/10/2026
Lestizza
229 anni di voto a Barbana, Perdon a Nespoledo
di Elena Compagno
Dalla solenne celebrazione presieduta da mons. Dino Bressan al pellegrinaggio al Santuario di Barbana, la Comunità ha vissuto giorni di preghiera, memoria, fraternità e convivialità, mantenendo viva una tradizione che attraversa oltre due secoli di storia.
Domenica 20 settembre la Solenne celebrazione dell’Addolorata ha riunito la comunità attorno all’altare; martedì 22 settembre il tradizionale pellegrinaggio a Barbana ha rinnovato, per il 229° anno, l’antico voto della comunità.
La comunità cristiana di Nespoledo ha vissuto con fede e partecipazione il tradizionale Perdon dell’Addolorata, una ricorrenza profondamente radicata nella storia della Parrocchia di San Martino Vescovo e nella devozione mariana della comunità. Un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova un legame fatto di preghiera, memoria, tradizione e appartenenza ecclesiale e che anche quest’anno ha assunto un significato particolare con il rinnovo del voto alla Madonna di Barbana, giunto alla sua 229ª ricorrenza.
Sono infatti 229 gli anni nei quali la comunità di Nespoledo ha mantenuto fede a questo particolare appuntamento con la Vergine, tramandando di generazione in generazione una tradizione che ancora oggi continua a essere vissuta con partecipazione e convinzione. Un patrimonio spirituale che non appartiene soltanto alla memoria del passato, ma che trova espressione concreta nella preghiera, nella celebrazione eucaristica e nel pellegrinaggio annuale al Santuario di Barbana.
Il teatro apre i festeggiamenti
Ad aprire il programma, nella serata di sabato 19 settembre, è stato il tradizionale appuntamento con il “Teatro sotto le stelle”, che ha portato in scena lo spettacolo “Quasi quasi mi fas un sbatudin...”, proposto dalla Compagnia Teatri Viart di Muzzana del Turgnano.
Una serata all’insegna del teatro e della lingua friulana, che ha offerto alla comunità un piacevole momento di incontro e di cultura popolare alla vigilia della giornata centrale del Perdon. La rappresentazione ha contribuito a creare quel clima di festa e di partecipazione che accompagna tradizionalmente la ricorrenza dell’Addolorata, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale e linguistico del territorio.
Il Perdon dell’Addolorata
Domenica 20 settembre, giorno del Perdon dell’Addolorata, il momento centrale dei festeggiamenti è stato rappresentato dalla Santa Messa solenne, presieduta da mons. Dino Bressan, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Udine, insieme a don Christian Marchica.
La celebrazione ha raccolto attorno all’altare numerosi fedeli, offrendo alla comunità un intenso momento di preghiera e di comunione. La figura di Maria Addolorata, contemplata nel mistero della sua partecipazione alla passione del Figlio, rimane per la comunità un richiamo alla fede vissuta anche nei momenti della prova e alla fiducia nella presenza di Dio nella storia personale e comunitaria.
Il Perdon diventa così non soltanto una ricorrenza annuale, ma un’occasione per ritrovare le radici della propria fede e affidare nuovamente alla Vergine le attese, le speranze e le fatiche della comunità.
La presenza di mons. Bressan ha sottolineato anche il legame della comunità di Nespoledo con la Chiesa diocesana, in una celebrazione vissuta con particolare intensità e partecipazione.
La festa della comunità
Al termine della celebrazione eucaristica, la festa è proseguita nella piazza retrostante la chiesa parrocchiale con il concerto del Corpo Bandistico Santa Cecilia di Pradamano. Le note della banda hanno accompagnato il pomeriggio, creando un clima di serenità e condivisione e facendo da ideale passaggio dalla celebrazione liturgica alla dimensione comunitaria della festa.
A seguire si è svolta la tradizionale estrazione della tombola, prima della cena comunitaria, che ha visto una grande partecipazione. È stato un momento particolarmente bello e significativo, nel quale la comunità ha potuto ritrovarsi attorno alla tavola, condividendo non soltanto il cibo, ma soprattutto il piacere dell’incontro e della fraternità.
Alla cena hanno partecipato anche mons. Giuseppe Faidutti parroco coordinatore della CP di Mortegliano e amministratore di Nespoledo e don Christian Marchica, condividendo con la comunità un momento semplice e familiare. Anche attraverso questi momenti di convivialità si manifesta quella dimensione della parrocchia come luogo di incontro e di relazioni, nel quale la fede si traduce concretamente in amicizia, accoglienza e fraternità.
Martedì 22 settembre: il pellegrinaggio a Barbana
Il cammino del Perdon è proseguito martedì 22 settembre con il tradizionale pellegrinaggio al Santuario di Barbana, giunto quest’anno alla sua 229ª ricorrenza.
Duecentoventinove anni rappresentano un arco di tempo nel quale si sono succedute generazioni, sono cambiate le condizioni sociali e sono profondamente mutati i tempi, ma la comunità di Nespoledo - assieme anche ad altri fedeli delle comunità vicine - ha continuato a mantenere fede a quell’antico voto. È proprio questa fedeltà a rendere il pellegrinaggio un segno particolarmente eloquente della continuità della fede.
I pellegrini sono stati accompagnati da don Christian Marchica, che ha presieduto la Santa Messa celebrata nel Santuario di Barbana, e da don Naresh, che ha concelebrato la celebrazione eucaristica.
La presenza dei sacerdoti ha accompagnato e sostenuto il cammino della comunità, facendo del pellegrinaggio non soltanto un appuntamento legato alla tradizione, ma una vera esperienza di fede, preghiera e comunione ecclesiale.
Nel raccoglimento della celebrazione eucaristica, la comunità ha rinnovato il proprio affidamento alla Vergine, portando davanti all’altare le intenzioni, le speranze e le necessità delle famiglie e dell’intera comunità parrocchiale. Un gesto semplice e insieme profondamente significativo, che si inserisce nella lunga storia di questo pellegrinaggio e nel desiderio di mantenere fede a un voto ricevuto in eredità dalle generazioni precedenti.
Il voto a Barbana diventa così un filo ininterrotto che attraversa la storia di Nespoledo. Ogni pellegrinaggio rinnova quel legame e ricorda che la fede di una comunità si costruisce anche attraverso quei gesti semplici e fedeli che, ripetuti nel tempo, diventano patrimonio condiviso.
Dalla fede alla cultura: la visita ad Aquileia
La giornata di martedì si è arricchita anche di un interessante momento di approfondimento culturale. Nel pomeriggio i partecipanti hanno infatti vissuto una visita guidata alla Basilica di Aquileia e ai reperti archeologici.
La visita ha permesso di riscoprire le profonde radici cristiane del territorio e la straordinaria eredità storica e spirituale di Aquileia, uno dei luoghi fondamentali per la storia del cristianesimo nelle nostre terre.
Anche questo momento si è inserito armoniosamente nel cammino del Perdon: dalla devozione mariana alla riscoperta della storia della Chiesa, dalla preghiera alla conoscenza di quelle radici cristiane che ancora oggi costituiscono parte essenziale dell’identità del nostro territorio.
Una tradizione che guarda al futuro
Il Perdon dell’Addolorata di Nespoledo si è così concluso nel segno di una comunità capace di custodire la propria storia e, nello stesso tempo, di viverla nel presente.
La celebrazione eucaristica, la devozione alla Vergine Addolorata, la musica, la tombola, la cena comunitaria, il pellegrinaggio a Barbana e la visita ad Aquileia hanno composto un unico itinerario nel quale fede, memoria, tradizione, cultura e fraternità si sono intrecciate.
Particolarmente significativo è il fatto che, dopo 229 anni, il voto a Barbana continui a essere vissuto. La sua forza sta nella fedeltà di una comunità che, generazione dopo generazione, ha saputo custodire questa antica promessa, rinnovandola attraverso la preghiera e il pellegrinaggio.
Il Perdon dell’Addolorata si conferma dunque un appuntamento che va oltre la singola giornata di festa. È un momento nel quale la comunità si ritrova, riscopre le proprie radici, rinnova la propria devozione mariana e guarda alla propria storia con gratitudine.
229 anni di voto a Barbana sono 229 anni di preghiera, affidamento e fedeltà. Una lunga storia fatta di volti, famiglie e generazioni che, nel corso dei secoli, hanno continuato a rivolgersi alla Vergine.
E proprio in questa continuità tra passato e presente si trova il significato più profondo del Perdon dell’Addolorata: custodire la fede ricevuta, viverla nella comunità e consegnarla, ancora viva, alle generazioni che verranno.