Arte e spettacoli, Ricordi

Addio ad una delle voci storiche del doppiaggio italiano

di Angelo Cannella

©FB
È morto all'età di 88 anni Pino Colizzi, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
Ci sono cose che l'intelligenza artificiale non ci potrà restituire se non a prezzo di fabbricare dei falsi: fra queste la voce e l'indimenticabile presenza ‘fisica’ di Pino Colizzi, uno dei più grandi maestri del doppiaggio che ha reso unico, per tante generazioni, il cinema italiano. Quella grande famiglia, silenziosa eppure familiare a tanti spettatori, che raduna i maestri del doppiaggio oggi lo ricorda con venerazione e affetto, come si fa per i maggiori caposcuola. Di lui dice, a poche ore dalla notizia della morte, il collega Antonio Viola: “Era un poeta e un gentiluomo ottocentesco con un modo di pensare, parlare e di esprimersi che non ho mai sentito e mai sentirò dopo di lui”. Nell'era, oggi giustamente esaltata, della versione originale e dei sottotitoli, troppo spesso dimentichiamo che quella del doppiaggio è stata un'arte insuperata in cui l'Italia è stata eccelsa e addirittura unica e che in questo pantheon di maestri, Pino è stato davvero uno dei più grandi.
Il corpo e la voce, due mezzi fortissimi, che ci permettono di comunicare il nostro essere, la nostra personalità al resto del mondo; difficile immaginare l’uno senza l’altro. Come è difficile, soprattutto nel mondo della recitazione immaginare un attore senza uno di questi due mezzi: potrebbe sembrare ”dimezzato”. Eppure c’è stato un tempo in cui esistevano attori senza voce, ma con un corpo fortemente comunicativo, poi arrivarono gli attori “senza corpo”, o meglio... senza il loro corpo.
Artisti nell’ombra che, come i grandi illusionisti, con un trucco scenico, riescono ad impossessarsi di un altro corpo e far parlare nella nostra lingua un attore o un’attrice e a farci emozionare attraverso il loro sguardo e il loro magnifico corpo.
Vengono chiamati doppiatori, anche se sarebbe più giusto chiamarli… ”doppiattori”, per il duplice lavoro che svolgono, ovvero quello non solo di recitare sopra un altro viso ed un altro corpo, ma replicare in una sala buia di registrazione (e in poco tempo) le stesse emozioni che gli attori hanno provato sul set, aiutati dalla scenografia e dal regista.
Un compito quindi per nulla facile, che richiede non solo un'enorme sensibilità, ma oltre ad una tecnica impeccabile (ma neanche troppo perfetta), serve soprattutto un forte background da attori.
Sì! Bisogna essere attori per fare i doppiatori, la favola della bella voce è un mito che purtroppo ancora contribuisce a creare confusione, ma... non esistono solo voci belle e personaggi affascinanti. Tante volte bisogna doppiare personaggi difficili, buffi o con una caratterizzazione particolare; proprio per questo serve una forte preparazione da attore per riuscire a gestire i diversi ruoli che ogni volta gli attori al leggio si prestano a dover interpretare.
Ecco quindi la difficoltà estrema di dover rendere un’emozione “a freddo”, in poco tempo e solo con la voce, seguendo un altro corpo e uno schema già fatto, come un’artista musicale si butta anima e corpo ad eseguire una cover di un’opera già fatta. Questo è in sintesi il lavoro del doppiatore (anche se tutto il sistema doppiaggio comprende altre figure altrettanto importanti), ma la storia del doppiaggio è antica quasi quanto la nascita del cinema; e noi dedichiamo questo articolo proprio ad uno dei più importanti dei doppiatori italiani, che ha contribuito alla creazione ed evoluzione di questa ingegnosa tecnica che portò grandi attori del muto come Rodolfo Valentino, Stan Laurel & Oliver Hardy, Charlie Chaplin e molti altri a “parlare” in italiano.
Nato a Roma nel 1937, Colizzi inizia a lavorare nel cinema con una piccola parte che gli affidò Luchino Visconti in “Uno sguardo dal Ponte”, con Paolo Stoppa e Rina Morelli. Nello stesso anno debutta in televisione come protagonista dello sceneggiato Tom Jones. La sua famiglia aveva nel sangue l'arte della scena (i Colizzi e i Ferzetti erano cugini) e così il giovane Pino si è diplomato all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico dove insegna Orazio Costa. In teatro ha avuto buoni maestri come Elena Cotta e soprattutto Franco Zeffirelli (Romeo e Giulietta) e Giuseppe Patroni Griffi.
Ma il suo talento emerge in pieno all'inizio degli anni '70 quando Bolognini lo chiama per “Metello” e Sandro Bolchi gli affida in tv il complesso ruolo di Vronskij in “Anna Karenina” al fianco di Lea Massari (1974).
Ma è appunto come doppiatore che il suo grande talento si pone all’attenzione, visto che ha dato voce ed anima a personaggi indimenticabili del cinema, diventando la voce italiana ad attori quali Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif, Franco Nero, oltre Robert Powell nel ruolo di “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli (in cui Colizzi è anche attore nel ruolo del buon ladrone), Christopher Reeve nei primi tre episodi cinematografici di “Superman”, Robert De Niro ne “Il padrino - Parte II”, Patrick McGoohan nella seconda edizione del doppiaggio de “Il prigioniero”, celebre serie fantascientifica inglese degli anni settanta, e soprattutto Martin Sheen nel capolavoro di Francis Ford Coppola “Apocalypse Now”.
Nel 1973 ha doppiato “Robin Hood” nel celebre cartone animato della Disney mentre nel 1999 Zeffirelli lo sceglie per “Un tè con Mussolini”, con Maggie Smith, Cher e Judi Dench e nel 2001 Colizzi partecipa alla serie televisiva “Il bello delle donne” nel ruolo del conte Gabriele De Contris.
Come direttore del doppiaggio, oltre a tutti i film di Zeffirelli a partire da” Il campione” (1979), tra i suoi lavori figurano “Pulp Fiction”, “Il paziente inglese”, i film di 007 con protagonista Pierce Brosnan e la trilogia di “Matrix”.

EVENTI DI OGGI

Villa Manin, Passariano di Codroipo
Renzo Tubaro. Intonare la realtà
Villa Valetudine, Via Codroipo 25, Camino al Tagliamento, 10.00 - 17.00 ogni giorno - anche sabato e domenica, previo appuntamento
Mostra personale di Lucina Vilotti
Villa Valetudine, Via Codroipo 25, Camino al Tagliamento, 10.00 - 17.00 ogni giorno - anche sabato e domenica, previo appuntamento
Mostra di Elena Bullo
Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza
In File 2026
Municipio, Bertiolo, orari di apertura degli uffici
Un viaggio tra arte, memoria e innovazione
Biblioteca Civica “Don G. Pressacco”, Codroipo, 11:00
Energia invisibile – magneti, giochi e tecnologie del futuro
SEGNALA EVENTO
GALLERY
INFO UTILI
RIVISTA STAMPATA
Ultimo aggiornamento: 16/02/2026 09:06