11/04/2026
Camino al Tagliamento, Sociale, Libri
“Donne che pensano di notte”, una storia di coraggio e rinascita
di Silvia Iacuzzi
Una serata intensa e carica di emozione quella che si è svolta ieri all’Azienda Agricola Ferrin Vini per la presentazione del romanzo “Donne che pensano di notte”, un libro autobiografico scritto da Silvana Dragutinović insieme a Enzo Martines per BEE Edizioni. A dialogare con gli autori l’avvocato Martino Benzoni, specializzato in diritto dell'immigrazione, che ha guidato un confronto intenso sui temi del libro.
Il romanzo racconta il percorso di Silvana che ha lottato con determinazione per cambiare il suo destino. Un’esistenza segnata da violenze, esclusione e scelte difficili, ma anche da atti di coraggio e volontà di riscatto.
Durante la serata, l’autrice ha condiviso alcuni passaggi della propria vita: l’infanzia trascorsa fino agli otto anni con i nonni in una fattoria in Croazia, da lei definiti “il pilastro” della sua esistenza, e poi il brusco cambiamento avvenuto quando i genitori la portarono nel loro campo Rom. Un contesto in cui le regole erano rigide e il ruolo delle donne fortemente vincolato: matrimoni combinati, maternità precoce, obbedienza come valore primario, spesso a scapito dell’affetto.
Il racconto si fa ancora più duro nel momento in cui la protagonista subisce una violenza da parte di sconosciuti. Un episodio che la costringe a non fare ritorno al campo, dove rischierebbe la vita, e che segna l’inizio di un percorso di fuga e di emancipazione dal campo Rom e dai suoi genitori. Da lì la scelta di ricostruirsi una vita, lavorando, studiando e formandosi, fino a diventare una delle poche donne riuscite a uscire da una condizione di marginalità così complessa.
Oggi, madre di tre figli, Silvana vive a Udine e lavora in ambito sociale, a contatto con migranti e persone in situazioni di fragilità. Silvana racconta che spesso anche ragazzini di insospettabili famiglie italiane vivono situazioni di forte disagio, di abbandono e hanno bisogno di ricostruire la loro vita lontano da famiglie alle volte violente alle volte troppo distanti dalle realtà dei giovani.
Il libro nasce dall’esperienza diretta dell’autrice e dalla volontà di “dare voce a chi non ce l’ha”. Una testimonianza forte, che invita a riflettere sul valore della dignità, sulla possibilità di riscatto e sull’importanza di non lasciare invisibili le storie di chi vive ai margini.