28/03/2026
Talmassons, Sociale, Salute, Libri
Fiabe e consapevolezza: un incontro sui disturbi alimentari
di Silvia Iacuzzi
Si è svolto ieri, presso il Centro culturale - Biblioteca di Talmassons, l’incontro “La fiaba e i disturbi alimentari”, promosso da Ambito Donna del Medio Friuli insieme al Comune di Talmassons, in occasione della Giornata nazionale dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
Al centro dell’appuntamento il libro “Fox la volpe”, una fiaba scritta e illustrata dalle ragazze ricoverate al Centro per i disturbi alimentari di Pordenone, nell’ambito del progetto “Matilda mi racconti una storia?”, curato da Daniela Dose. Un percorso creativo che ha coinvolto 21 giovani, spesso chiuse e silenziose, ma capaci di esprimersi attraverso il linguaggio della narrazione, immaginandosi dentro storie e personaggi.
Dopo i saluti iniziali dell’assessore Elena Ponte, promotrice dell’iniziativa, la lettura dei testi è stata affidata a Orietta Del Dan, presidente di ADAO, associazione che da anni opera sul territorio nel sostegno alle persone con disturbi alimentari e alle loro famiglie.
L’incontro ha rappresentato anche un’occasione di approfondimento grazie all’intervento dello psicologo e psicoterapeuta Gianluigi Luxardi, che ha sottolineato la complessità di queste patologie, spesso semplificate o fraintese. I disturbi alimentari, è stato spiegato, nascono come tentativi di risposta a un disagio e, se non riconosciuti tempestivamente, possono evolvere da problematiche funzionali a condizioni più strutturate. Il rapporto con il cibo e con il corpo diventa centrale, occupando lo spazio mentale e limitando la vita quotidiana.
È stata evidenziata l’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione, a partire dal contesto sociale più vicino, per intercettare segnali che possono manifestarsi già nei primi anni della scuola media. In caso di dubbi, è fondamentale rivolgersi a medici o associazioni competenti. Nonostante la gravità di queste condizioni, circa il 70% delle persone riesce a guarire con percorsi adeguati.
Il libro “Fox la volpe” rappresenta in questo senso un’esperienza significativa: non centrato sul cibo, ma sulla percezione di sé e dell’altro, ha offerto alle ragazze uno spazio espressivo alternativo, contribuendo a ricostruire relazioni e dimensione sociale, spesso compromesse dalla malattia.