Il friulano non è soltanto una lingua ma un forte elemento identitario che continua a vivere anche dall’altra parte dell’Oceano. È quanto emerge da una ricerca condotta dall’Università di Udine sugli emigranti friulani giunti in Argentina tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Lo studio, presentato in occasione di un convegno a Udine dedicato alla emigrazione, alle lingue minoritarie e ai processi di conservazione o perdita delle lingue d’origine, rivela che oltre due discendenti di emigranti friulani su dieci possiedono ancora una competenza di base della marilenghe, spesso trasmessa in ambito familiare, anche a chi non ha mai vissuto in Friuli. Grazie alla collaborazione dei Fogolârs friulani argentini, 140 persone hanno risposto a un questionario che ha permesso di ricostruire le modalità di trasmissione della lingua nel tempo. Secondo il ricercatore Francesco Zuin, il destino del friulano varia in base ai contesti migratori: nelle grandi città sudamericane la lingua tende a scomparire nel giro di due o tre generazioni, mentre nelle aree rurali, dove gli emigranti fondarono comunità etnicamente compatte, è rimasta a lungo una lingua di uso collettivo. Il friulano d’Argentina porta oggi i segni del viaggio: è attraversato dagli influssi dello spagnolo, ma conserva anche sonorità e forme arcaiche, rimaste fedeli alle parlate dei paesi d’origine. Una lingua che cambia, ma non scompare; che racconta, ancora, la storia di chi è partito e di chi, senza partire, continua a ricordare. I risultati di questa ricerca ci danno lo spunto per ricordare ai lettori che la nostra rivista, da sempre, è una casa aperta per chi sceglie di esprimersi in lingua friulana. “Il Ponte” nasce e cresce con l’idea che la marilenghe non sia soltanto un mezzo di comunicazione, ma una parte viva della nostra storia, un’eredità da custodire e trasmettere. Anche per questo il nostro desiderio è tornare a stampare la rivista e farla arrivare nelle case di tutti ma anche andare oltre i confini del Friuli, coinvolgendo i Fogolârs furlans: luoghi dell’anima in cui, in ogni parte del mondo, il Friuli continua a vivere. Se riusciremo a raccogliere i fondi necessari, oltre a una diffusione capillare nei comuni di Codroipo, Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento, Flaibano, Lestizza, Mereto di Tomba, Sedegliano, Talmassons, Rivignano Teor e Varmo, ci impegniamo a portare Il Ponte anche alle comunità friulane all’estero, come segno concreto di vicinanza e appartenenza. Per questo lanciamo un appello sentito alle istituzioni, alle aziende, alle attività commerciali e ai cittadini: questo progetto può vivere solo grazie all’impegno di tutti. Sostenere Il Pontesignifica prendersi cura della nostra comunità, mantenere vivo un filo che unisce le persone, i luoghi e la lingua che ci riconosce come friulani, ovunque nel mondo.
Villa Valetudine, Via Codroipo 25, Camino al Tagliamento, 10:00 - 17:00 ogni giorno - anche sabato e domenica, previo appuntamento
Mostra personale Antonio Fontanini
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Mostra personale di Lucina Vilotti