Giochi, lotterie e scommesse nel paniere dei prezzi
di Mario Passon
L’inflazione si misura attraverso l’indice dei prezzi al consumo: l’Istat ogni mese costruisce questo indicatore che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi. Il problema è di quali beni e servizi rilevare i prezzi per misurare l’inflazione? beni e servizi che rappresentino gli effettivi consumi delle famiglie italiane? La spesa è diversa da famiglia a famiglia: se ci sono figli in età scolare ci saranno costi per l’istruzione, se ci sono pensionati è probabile che la spesa si sposti sulla sanità …. famiglie con redditi medio-bassi concentrano i costi su alimentare e abitazione … e poi cambiano le abitudini di acquisto perché alcuni prodotti non li compriamo più, per esempio le mascherine ffp2 usate durante la pandemia, altri diventano importanti come appunto le lotterie, le scommesse. La principale novità del Paniere 2026 riguarda le Divisioni di spesa che da 12 passano a 13. Il nuovo capitolo si chiama “Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari”. Inoltre ci sono diversi “nuovi” beni e servizi che accrescono la copertura delle spese per consumi delle famiglie: le Uniformi scolastiche per ragazzi, i Filati per maglia e uncinetto, i Kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto, il Trasporto con ambulanza privata, le Tende e zaini da campeggio, i Software e antivirus, Giochi, lotterie e scommesse. Secondo l’Eurostat (l’istituto statistico europeo) la spesa delle famiglie europee in scommesse è significativa e deve essere inserita nel calcolo dell’inflazione. E’ una spesa che pesa dallo 0,2% al 3,5% sui consumi dei cittadini dell’Unione … ma chi vince è sempre il banco. Secondo le stime della CGIA di Mestre gli italiani perdono 21,5 miliardi di euro nell’azzardo (dati del 2024), perdite calcolate come la differenza tra le puntate e il pagamento dei premi: 365 euro procapite. “Sul totale della spesa lorda, pari a 5 miliardi, circa 1,2 miliardi sono confluiti nelle casse dello Stato come prelievo fiscale, 3,8 miliardi sono rimasti alla filiera industriale. La quota trattenuta dagli operatori – pari al 4,2% della raccolta – rappresenta il fatturato del settore, da cui devono essere sottratti costi e tasse” si legge nel rapporto. Per calcolare l’inflazione l’Istat rileva ogni mese 27 milioni di quotazioni di prezzo; la maggior parte di fonte scanner data (cioè provenienti dalla Grande Distribuzione Organizzata, 404mila sono i prezzi raccolti sul territorio dagli Uffici comunali di statistica,188mila raccolte dall’Istat, 203mila provengono dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 1,5 milioni sono le osservazioni sui canoni di affitto di abitazioni di proprietà privata. Nei comuni (Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone per la regione Friuli Venezia Giulia) le unità di rilevazione presso cui avviene la raccolta dei prezzi (punti vendita, imprese e istituzioni) sono più di 45mila e oltre 2.900 le abitazioni considerate per la rilevazione dei canoni d’affitto delle abitazioni di proprietà di un Ente pubblico. L’ufficio di Statistica del Comune di Udine raccoglie ogni mese 3.672 quotazioni di prezzo, 2.692 quelle bimensili, 61 appartamenti per le quotazioni di affitto, 37 alberghi le il costo delle camere. 531 le ditte interessate.
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