18/06/2026
Codroipo
Incontro di approfondimento su Gaza e il Medio Oriente
di Tiziana Clarot
“Frontiere in fiamme – Capire il Medio Oriente oggi” è il titolo del ciclo di incontri promosso dai Giovani Democratici del Friuli Venezia Giulia, dedicato alla questione palestinese e alla necessità di mantenere aperto uno spazio di confronto e approfondimento su un tema che continua a interrogare la politica internazionale e le coscienze. Il ciclo di incontri si è aperto nella mattinata di domenica 14 giugno presso la Sala Abaco di Codroipo, mentre nel pomeriggio il confronto è proseguito a Trieste, negli spazi del Caffè San Marco, con il professor Donelli.
A Codroipo sono intervenuti Fabio Spitaleri, professore di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università di Trieste, e Paolo Romano, consigliere regionale della Lombardia, che lo scorso anno ha partecipato alla Global Sumud Flotilla, una missione non violenta nata per portare aiuti umanitari a Gaza e denunciare l'isolamento della popolazione palestinese.
Il prof. Spitaleri ha analizzato quanto sta succedendo in Medio Oriente, in particolare a Gaza, Cisgiordania e Iran, sotto l’aspetto del diritto internazionale, ripercorrendo le fasi degli accordi sottoscritti nei vari periodi storici, che hanno caratterizzato tutta la regione mediorientale fino ad oggi.
Paolo Romano, invece, oltre ad approfondire l’aspetto politico e umanitario della questione, ha raccontato la sua dolorosa esperienza nel viaggio, lo scorso anno, con la Flotilla, evidenziando come i trattamenti ricevuti, di minacce, umiliazioni e violenze fisiche e psicologiche, siano avvenute nel peggior silenzio della politica internazionale. Alla domanda del “perché questi viaggi, seppur pericolosi, della Flotilla”, Paolo Romano ha risposto: “per portare al popolo palestinese, quello che da tantissimi anni il governo israeliano ha proibito che arrivasse, come ad esempio le incubatrici per i neonati prematuri, gli attrezzi per la chirurgia, i medicinali salvavita e tanto altro, che per noi sono garantiti e di uso comune, ma che per loro, invece, sono cose irreperibili”.
L’iniziativa nasce dalla volontà di costruire occasioni di discussione pubblica su una crisi che, nonostante il susseguirsi di accordi e tentativi diplomatici, non ha trovato una soluzione stabile e giusta. “Parlare di Gaza oggi significa non accettare l’indifferenza»”, commentano gli organizzatori. “L’obiettivo è infatti quello di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo nei territori palestinesi, invitando cittadini e cittadine a informarsi, confrontarsi e non distogliere lo sguardo da una crisi che continua a colpire la popolazione civile”.