Talmassons, Sociale

La Santità di casa: conversazione con padre Faustino Turco

di Mario Passon

©Archivio Il Ponte
Padre Faustino Turco è un sacerdote saveriano, tanti anni di missione nella Repubblica Democratica del Congo, da alcuni anni Postulatore Generale della Famiglia Saveriana. Un lungo cammino, una storia importante, anche una sfida, senz’altro una missione, e anche la gioia di una persona (Faustino) che ha deciso di dedicare la propria vita a una missione.
Lo incontro durante la settimana santa quando padre Faustino torna nella sua Talmassons a respirare aria di Friuli ma anche fare servizio pastorale nelle nostre parrocchie. In queste celebrazioni possiamo cogliere la profondità del suo pensiero, che è una miscela di studio (filosofico e teologico) e del suo viaggiare missionario. “Sono appena tornato dal Messico - mi racconta – e tra qualche settimana partirò alla volta del Burundi”.
Questa volta il nostro dialogo parte dalle parole che padre Faustino ci ha rivolto nella Messa di Pasqua: “Gesù risorto è la luce che ci guida, una luce che mette ordine alla nostra vita. Questa luce ci porta a scoprire la santità quotidiana, che è una santità incarnata e a portata di mano di tutti. La santità non è un ideale astratto, la santità si mescola con la vita di ogni giorno”.
Perchè la santità è a portata di mano per ognuno di noi? gli chiedo.
“Ogni santo è stato, prima di tutto, un uomo o una donna in cammino, una persona capace di sporcarsi le mani nella storia. Gesù si riconosce nel volto dell’uomo ... essere santi non significa essere eroi o superuomini, ma saper abitare la propria umanità portando luce nel quotidiano. La santità è una vocazione e bussa alla porta di ogni casa. Dietro la storia di ognuno di noi c’è un gran ben di Dio … la santità è di casa. Essere santi non significa essere perfetti ma essere profondamente umani”.
Mi racconta la storia di Nabintu, del suo gesto con la mano a cercare aiuto, un’esperienza che trasforma padre Faustino. Un gesto quello di Nabintu che Faustino interpreta molte settimane dopo con il canto dei gabbiani e come un messaggio del Signore, che gli dice “se un povero chiama non guardare dall’altra parte”.
Sono parole che mi ricordano la quinta Stazione della Via Crucis “Gesù è aiutato dal Cireneo”. Questo contadino che torna dai campi si trova addosso una croce che non ha voluto né cercato … sono momenti che arrivano anche per noi, almeno una volta nella vita.
“Quando tutto sembra buio –mi dice don Faustino - Gesù risorto è luce, ci è accanto, ci ricorda chi siamo ... ed Lui è la sola presenza necessaria”.
You can Be Saint (tu puoi essere santo) era l’inno della festa dei giovani del triveneto: avremmo dovuto cantarlo l’8 marzo 2020 … ma arrivò il Covid. Questo tu (you) diventa noi (we) possiamo essere santi … li dove siamo, in quello che facciamo, per quello che siamo, li dove andiamo … ci dice la canzone scritta e realizzata dal Bearzi.
“We can be saint if we just stay we’ll be the sun blowing all clouds away we can be saint open your eyes drop down the vail ...”.
Gentile lettore non solo le parole anche la musica e l’interpretazione merita il suo ascolto.
Grazie padre Faustino

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Ultimo aggiornamento: 24/04/2026 23:56