12/05/2026
Camino al Tagliamento, Libri, Ricordi
Le scosse che hanno trasformato il Friuli
di GV
Sala piena all’ Azienda Agricola Ferrin Vini di Camino dove oltre al vino spesso si fa anche Cultura, per la presentazione del volume "50 anni di terremoto. Le scosse che hanno trasformato il Friuli". Per l'Associazione Ermes di Colloredo 1692 ha presentato gli ospiti Fabiola Tillati presidente del sodalizio organizzatore dell'evento. Giusi Vianello, coordinatrice editoriale, ha messo in luce le ragioni che hanno dato vita al volume, coinvolgendo 29 autori quasi tutti friulani di grande autorevolezza, in 26 capitoli.
Ogni testo è anticipato da una poesia in lingua friulana, grazie al Centro Interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli (CIRF) dell’Università di Udine diretto da Gabriele Zanello. Più che alle narrazioni, che pure ci sono, il volume di Editoriale Programma guarda alle grandi trasformazioni accelerate o determinate dai terremoti del '76. Sono state privilegiate le tematiche meno evidenziate dalle celebrazioni, come il ruolo della Chiesa, i comitati sorti dalle tendopoli per dare voce alle persone rimaste senza casa, il decentramento politico attivato per la ricostruzione, l'imponente patrimonio di arte salvata e addirittura scoperta dopo la distruzione, la sanità nelle tendopoli attraverso i medici condotti, l'istituzione dell'Università del Friuli a Udine e i prodromi battaglieri che l'anno preceduta, le figure di Giuseppe Zamberletti Commissario Straordinario e di Aldo Moro, allora presidente del Consiglio che chiese a Comelli, presidente della giovane Regione autonoma, se se la sentiva di gestire in autonomia la ricostruzione. Il volume evidenzia lo spartiacque creato dai terremoti con una visione a 360°, che considera anche tutti gli aspetti economici, quelli linguistici, delle innovazioni create nelle strutture delle forze armate, della protezione civile e dei vigili del fuoco. Importante anche la parte tecnico scientifica che riguarda tecnologia, innovazione, prevenzione e pianificazione guidate da modelli di monitoraggio, strumenti per la mitigazione dei rischi di disastro e resilienza. Presente anche Giorgio Godina, classe '42, allora comandante SDACE dei Vigili del Fuoco, che ha portato la testimonianza di prima e immediata risposta all'emergenza. La testimonianza, sincera e toccante, di Godina è contenuta nel volume, all'interno del capitolo dedicato all'evoluzione delle attività dei Vigili del Fuoco negli eventi sismici. Attività richiesta anche nelle emergenze internazionali. Roberto Molinaro, già sindaco di Colloredo di Monte Albano nei primi anni '80 e poi assessore regionale, ha portato l'esperienza del decentramento, definendo "irripetuto e irripetibile il 'Modello Friuli', rimasto nella memoria di tutti, e divenuto linea guida e poi totem della rinascita". Molinaro ha inoltre annunciato le attività del Castello di Colloredo finalmente aperto al pubblico. Anche William Cisilino, Direttore ARLeF, ha messo l'accento sulla capacità di resilienza che attirò allora la solidarietà di tutto il mondo. "Il 'Modello Friuli' è divenuto nel tempo il cuore dell'identità friulana - ha affermato Cisilino - iscritta come una gemma nel cuore dei friulani, in Patria e nel mondo, motivo di orgoglio senza superbia, che ha saputo riportare alla luce anche la lingua friulana." A conclusione un piacevole momento conviviale offerto da Fabiola e Paolo Ferrin. Dove la cultura sposa il mondo del vino l'unione conferma sempre il successo delle iniziative proposte.
Si è trattato del primo di tre incontri dedicati alla memoria del sisma organizzati dall'Associazione Ermes di Colloredo 1692.