L’economia dei giovani: nel Medio Friuli guidano 280 imprese
di Mario Passon
In Friuli Venezia Giulia sono 7.439 le imprese guidate da imprenditori giovani: il dato è pubblicato dalla Camera di Commercio di Pordenone Udine nel rapporto di aprile 2026 “Le imprese giovanili in Friuli Venezia Giulia e il mercato del lavoro”. Di queste quasi 7mila e 500 imprese registrate, 7mila sono operative cioè attive sul mercato. Come redazione abbiamo elaborato anche le statistiche degli undici comuni del Medio Friuli e abbiamo contato 280 “imprese giovani” attive così distribuite per comune: 96 a Codroipo, 37 a Rivignano Teor, 25 a Basiliano, 24 a Sedegliano, 20 a Lestizza, 18 a Talmassons, 16 a Mereto di Tomba, 12 a Camino al Tagliamento, 12 a Flaibano, 12 a Varmo e 8 a Bertiolo. Le “imprese giovani” sono quelle in cui il titolare o imprenditore ha meno di 35 anni: per le imprese individuale è semplice definire “l’impresa giovane” perché l’imprenditore è uno solo (impresa individuale appunto), per le società di capitale, di persone, cooperative ecc, vale il criterio della partecipazione (di persone sotto i 35 anni) che deve essere complessivamente superiore al 50%, mediando la composizione di quote di partecipazione e cariche attribuite. Le imprese giovanili sono il 7% del totale delle imprese attive e sono sono in lieve aumento. Nel Meridione si trova la più alta incidenza di imprese under 35: in particolare in Campania e in Calabria. In Friuli Venezia Giulia ed anche nel Medio Friuli ci sono molte imprese giovanili guidate da persone nate all’estero: infatti un’impresa su quattro classificata under 35 ha l’imprenditore nato all’estero. Una seconda caratteristica è che alla guida delle imprese giovanili ci sono molte donne: nel nostro Medio Friuli 72 delle 280 imprese giovanili sono guidate da donne. La natura giuridica delle imprese giovanili è in larga misura quella di impresa individuali (80%), poi le società di capitale (14%), le società di persone (5,5%), residuale le altre forme giuridiche. Sarebbe interessante approfondire anche la presenza di giovani nei consigli di amministrazione delle società più strutturate come le società di capitale e capire le cariche ricoperte da questi giovani. Le nuove generazioni puntano su digitale, servizi alle imprese e agricoltura; i settori economici con la maggior incidenza di imprese giovanili sono infatti le attività di servizi, poi le attività finanziarie e assicurative, quelle attività amministrative e servizi di supporto, le attività professionali, scientifiche e tecniche e l’istruzione e formazione. Si sta delineando una nuova mappa settoriale dell’impresa giovanile, sottolinea un recente studio di Unioncamere, che mostra “una maggiore presenza in settori che richiedono competenze specializzate e promettono maggiori margini di innovazione. I giovani che oggi scelgono di fare impresa puntano su attività dove il valore aggiunto della competenza e della tecnologia rappresenta un fattore distintivo e competitivo. Questa trasformazione suggerisce la necessità di politiche mirate che, oltre a facilitare l'accesso al credito e la fase di avvio, supportino i giovani imprenditori nell'acquisizione delle competenze necessarie per operare in settori ad alta intensità di conoscenza e innovazione”.