28/01/2026
Camino al Tagliamento, Codroipo, Ricordi
Premiati con il libro storico dei Locatelli i pionieri della Rhoss
di Pierina Gallina
Sono rimasti in undici, su ventiquattro. Undici pionieri della Rhoss, gli ex ventenni che nel 1968 furono mandati in Svizzera, alla fabbrica di caldaie Herman Piren, nei pressi di Berna, per imparare un mestiere che allora guardava al futuro. A sceglierli fu Giulio Locatelli, all’epoca proprietario della Ceramica Scala di Orcenigo, convinto - dati di un sondaggio alla mano - che il domani dell’industria passasse dalle caldaie.
Quei giovani, oggi testimoni di un’epoca, sono Benvenuto Ernesto, Sergio Bortolotti, Oreste Chiarcossi, Costantino Gastaldello, Roberto Cassin, Angelo Cudin, Tullio Peressini, Lamberto Di Lenarda, Fernando Scaini, Nevio Fabbro e Illario Danussi. In Svizzera impararono tecniche e processi produttivi destinati a essere replicati in Italia. Un’intuizione che si rivelò vincente.
Nel 1969 aprì infatti la fabbrica Rhoss, in via Oltreferrovia a Codroipo, guidata da Giulio Locatelli, soprannominato “Penna Bianca”, che nello stesso anno aveva venduto la Ceramica Scala all’American Standard. Nessuno poteva ancora immaginare che quell’azienda sarebbe diventata un fiore all’occhiello a livello internazionale.
Molti di quei giovani hanno trascorso l’intera vita lavorativa in Rhoss, rimasta ai Locatelli, con Pier Antonio amministratore delegato, Aldo e Luciano, fino al 1999, quando - dopo la morte del fondatore - venne ceduta al gruppo Rossi di Irsap di Rovigo, con circa 350 addetti. Ma ciò che non si è mai sciolto è il legame umano, quel un senso di appartenenza profondo, quasi familiare, riassunto nel motto che ancora oggi li unisce: “Noi siamo Rhoss”.
Parole risuonate anche nel recente incontro coordinato da Libio Ruffo, ex perito progettista, alla presenza di Alessio Locatelli, primogenito di Aldo, che ha donato a ciascuno il volume “I Locatelli: una storia familiare, civile e industriale”. Emozione durante l’appello, le strette di mano, i ricordi condivisi di una “fabbrica con il cuore”.
L’assessore comunale di Codroipo, Giorgio Turcati, ha ricordato quando, da ragazzo, seguiva il padre Lauro, termoidraulico, in fabbrica, respirando fin da allora stima e rispetto per quell’ambiente.
“Lo spirito che ci accomuna non si è mai perso, neppure col passare del tempo”, ha concluso Ruffo, prima del momento conviviale da “Ferrin”, animato da racconti e aneddoti che meritano di diventare memoria collettiva.