Varmo, Arte e spettacoli

Si accendono i cinque sensi con la rassegna "VArmonie"

di Associazione Culturale "Il Varmo"

Ha preso ufficialmente il via sabato 11 luglio alle ore 10:30, nella cornice della sede di via G.A. da Pordenone 2 a Varmo, "VArmonie", la rassegna culturale ideata e organizzata dall'Associazione Culturale "Il Varmo". Si tratta di un progetto ambizioso e poliedrico nato con l'obiettivo di esplorare i cinque sensi nel corso dei prossimi mesi per valorizzare, promuovere e riscoprire l’identità del territorio a 365 gradi. Il primo appuntamento in calendario è dedicato al senso della Vista, celebrato attraverso una ricca esposizione pittorica collettiva che mette in luce il talento e l’eterogeneità di cinque stimati artisti locali.
All’inaugurazione era presente il sindaco di Varmo, Massimiliano Gattolini, che ha espresso profonda soddisfazione, rimarcando il potenziale del comune: "In questi soli due mesi dal mio insediamento, sto scoprendo quante straordinarie ricchezze il territorio di Varmo ha da offrire". L’assessore comunale alla Cultura, Laura Cosatto, ha guardato al futuro della progettazione locale annunciando una novità istituzionale: "Vogliamo introdurre ufficialmente la Commissione Cultura a Varmo".
Pur non potendo partecipare di persona, il Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia, Avv. Mario Anzil, ha voluto far sentire la sua vicinanza inviando un messaggio di forte apprezzamento in cui ha rivolto un plauso speciale proprio al sodalizio organizzatore: "Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento all'Associazione Il Varmo, all’Amministrazione Comunale che ha patrocinato il progetto e a tutti coloro che, con passione e impegno, hanno dato vita a questa iniziativa. Manifestazioni come questa contribuiscono a mantenere vivi i nostri piccoli centri, rafforzano il senso di comunità e creano occasioni di incontro tra le persone. È significativo che il primo appuntamento sia dedicato alla vista: valorizzare la creatività del territorio significa investire nel suo patrimonio più autentico: le persone, le loro capacità e la loro sensibilità".
Il percorso espositivo: i cinque artisti in mostra
Il viaggio sensoriale legato alla vista si sviluppa attraverso i linguaggi unici dei cinque autori coinvolti:
  • Orazio Perego (classe 1954): Nato a Passirana (Rho), cresce in un ambiente artigiano. Avviato dal padre alla forgiatura dei metalli, scopre precocemente il richiamo dell'arte riproducendo Morandi a soli 14 anni. Dopo un periodo in cui la passione pittorica viene convogliata nella musica blues, la vera svolta arriva a fine Novecento con lo studio approfondito di Morandi e l'incontro con il pittore lariano Sergio Orlando. Artista autodidatta, Perego vive la pittura come puro piacere e mezzo per esprimere la propria interiorità, legando strettamente le sue tele al tema del paesaggio e a specchi d'acqua naturali in cui la dimensione ambientale e antropica si fondono come in un sogno.
  • Antonella Iacuzzi (classe 1971): Nata a Udine, scopre prestissimo il linguaggio dell'arte e a soli dieci anni sperimenta già forme e colori. Fin dagli esordi affianca al pennello l'uso di sgorbie e incisioni, ponendo le basi per la ricerca materica che diventerà il suo tratto distintivo. Perfezionatasi in età adulta sotto la guida della pittrice Susi Piazza, Iacuzzi sceglie di orientare la propria ricerca verso la pittura materica, trovando nella consistenza dei materiali e nelle stratificazioni un modo per evocare emozioni e memorie. In mostra propone anche un uso sussurrato della figurazione con ritratti di gruppo e di famiglia intimisti. Come lei stessa afferma: "Nelle mie opere non cerco di descrivere ciò che vedo, ma di dare forma a ciò che sento. La materia conserva ogni gesto, ogni emozione".
  • Giulia Visentini (classe 1991): Nata e cresciuta a Verona, sviluppa sin da bambina una forte curiosità per la pittura, la fotografia e la lettura. Dopo il liceo scientifico si laurea al Politecnico di Milano e inizia a lavorare come architetto. Spinta dal bisogno di creazione manuale, si trasferisce in Friuli per frequentare la Scuola Mosaicisti del Friuli, dedicandosi poi interamente all'artigianato artistico per importanti marchi di moda e commissioni ecclesiastiche. Oggi, accanto alle collaborazioni musive nel suo laboratorio, si dedica alla sperimentazione pittorica. Con sensibilità espressionista e un uso del colore emotivo e svincolato dal realismo, Visentini indaga l'espressività umana portando su tela dettagli anatomici e intensi volti di donne sognanti, intesi come omaggio alle sfaccettature dell'estetica femminile.
  • Sergio Tirelli (classe 1954): Originario di Mortegliano e residente a Varmo dai primi anni '80, sviluppa una sensibilità artistica originale sin dalle scuole medie. Sceglie gli studi professionali e trova impiego nella produzione di presidi ortopedici su misura. Nel 1988 fonda l'azienda "Ortopedia Tirelli", che oggi porta avanti insieme ai figli Juri e Jacopo. La ripresa della produzione artistica avviene negli anni 2000: Tirelli sperimenta l'uso delle resine colorate (normalmente destinate ad abbellire le protesi dei giovani amputati) applicandole a opere pittoriche gioiose e dai colori sgargianti. Le sue creazioni escono spesso dai confini della tela e ricorrono a figure dal forte valore simbolico come il pesce. Ha allestito varie mostre con il supporto della casa d’aste Artesegno di Udine e del curatore Vito Sutto.
  • Edda Scaini (classe 1950): Nata alle porte di Parigi, vive la giovinezza in continuo movimento tra Francia e Italia al seguito del lavoro del padre. Notata dai docenti per il suo talento nel disegno, negli anni Settanta incontra il Maestro Pietro Tommasini che la introduce alla tecnica del "rilievo", per poi consolidare la sua attività tra decorazione della ceramica e arte povera, entrando in contatto con esponenti del calibro di Celiberti. Artista estremamente versatile, spazia dall'olio all'affresco fino all'uso della foglia d'oro. Nelle sue opere accosta soggetti sacri iconici, come l'Annunciazione e la Madonna con Bambino (presenti nelle chiese locali, tra cui quella decorata dal Pordenone a Varmo), a icone profane come le gigantografie degli assi delle carte da gioco italiane. Il suo percorso è guidato da una celebre citazione di Oscar Wilde: “L'Arte è l'unica cosa seria al mondo. E l'artista è l'unica persona che non è mai seria”.

Informazioni e orari di visita
La mostra è visitabile ad ingresso libero fino al 2 agosto 2026, nelle giornate di sabato e domenica, nei seguenti orari:
• Mattina: 10:00 – 12:00
• Pomeriggio: 16:00 – 19:00
• Sede: Via G.A. da Pordenone n. 2, Varmo (UD).

Ultimo aggiornamento: 13/07/2026 10:04