27/02/2026
Codroipo, Sociale
Violenza di genere: prevenzione e tutela, la rete che protegge
di Paolo Di Biase
Si è svolto ieri nel tardo pomeriggio, all’Auditorium comunale, un partecipato incontro pubblico, promosso da Ambito Donna con la collaborazione di tutti i Comuni aderenti, ANDOS Comitato di Codroipo, Asp Daniele Moro e l'Associazione Voce Donna e ospitato dall’Amministrazione comunale di Codroipo, per ribadire con forza il valore della prevenzione quale strumento essenziale nel contrasto alla violenza di genere.
Ospite straordinario della serata è stato Gino Cecchettin, la cui presenza ha conferito all’appuntamento un significato particolarmente intenso e condiviso.
Dopo i saluti istituzionali dell’Assessora alla Salute, ai Servizi Sociali e alle Pari Opportunità Paola Bortolotti e della rappresentante della Commissione Regionale Pari Opportunità Corinna Mestroni, si sono susseguiti gli interventi di approfondimento, offrendo al pubblico un quadro articolato del fenomeno.
La dottoressa Lucia Beltramini, dirigente psicologa dell’Azienda Sanitaria ASUFC, ha posto l’attenzione sul tema della consapevolezza e della prevenzione, analizzando i meccanismi psicologici e relazionali che possono innescare e alimentare dinamiche violente. A delineare il quadro normativo e gli strumenti giuridici a tutela delle donne vittime di violenza è stata l’avvocata Maddalena Bosio, che ha illustrato le principali misure di protezione previste dall’ordinamento.
Un focus specifico è stato dedicato ai servizi attivi sul territorio. Stefania Bertino, responsabile del Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale del Medio Friuli, ha presentato il progetto Sunrise: un percorso integrato che offre sostegno psicologico, consulenza legale e accompagnamento personalizzato, rivolto sia alle donne vittime di violenza sia agli uomini autori di comportamenti violenti, nella prospettiva di un intervento che miri non solo alla tutela ma anche alla prevenzione.
Roberta Brescancin, responsabile delle strutture di accoglienza dell’associazione “Voce Donna”, ha quindi illustrato lo “Sportello di Ascolto Territoriale”, presidio fondamentale di accoglienza e supporto per chi si trova in situazioni di difficoltà, capace di orientare e accompagnare verso percorsi di protezione e autonomia.
La serata si è conclusa con la testimonianza di Gino Cecchettin, padre di Giulia, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, e oggi presidente e fondatore della Fondazione Giulia Cecchettin.
In dialogo con Martina Delpiccolo, collaboratrice del Messaggero Veneto per le pagine culturali, Cecchettin ha offerto una riflessione lucida e toccante sull’urgenza di un cambiamento culturale che affondi le proprie radici nell’educazione al rispetto e nel riconoscimento pieno del ruolo della donna nella società, nella coppia e nella famiglia. Un confronto che ha rilanciato l’idea di un modello sociale fondato sulla libertà, sulla dignità e sulla felicità condivisa. L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per fare il punto sui servizi attivi nel territorio, illustrando strumenti, percorsi di accompagnamento e reti di supporto dedicate alle vittime di violenza: un momento pubblico di informazione e consapevolezza, volto a ribadire l’importanza di un impegno corale tra istituzioni, professionisti e comunità.