17/03/2026
Rivignano Teor, Arte e spettacoli
Zanzaradio, quando il teatro accende il microfono della società
di Pierina Gallina
Centottanta minuti di spettacolo, un susseguirsi di scene che scorrono veloci come le frequenze di una radio sempre accesa. È questo lo spirito di “Zanzaradio”, lo spettacolo teatrale originale portato in scena dalla compagnia Drin e Delaide, ambientato interamente nel backstage di una radio immaginaria dove tutto può accadere.
A guidare il flusso della trasmissione sono i due conduttori, Nicola e Stefano. Il primo pronto a incalzare gli ospiti, il secondo più accomodante. Il linguaggio è vivace, colorito, spesso pungente, proprio come certe dirette radiofoniche che mescolano ironia, provocazione e improvvisazione.
Ad aprire la sequenza di ospiti sono i due Liberi Pensatori ovvero i “complottisti”, che si avventurano in una serie di parodie sociali tra vaccini, teorie sull’anticristo e considerazioni sulle donne, dando subito il tono satirico allo spettacolo.
Segue la regina dell’equilibrio coniugale instabile, impegnata a raccontare la sua vita sentimentale e di un amante immaginario. Poi entra in scena, vestita di rosso, Assuntina Spronza, personaggio sopra le righe che contribuisce a tenere alto il ritmo della narrazione.
In una delle scene più surreali, al telefono interviene un bambino di sette anni che chiede un avvocato per poter cambiare i suoi genitori adottivi, in un dialogo che mescola comicità e provocazione.
Non mancano le incursioni storiche. Due ospiti arrivano direttamente dal Medioevo, uno vestito da romano e Jean Cojon, che si alternano a Clara De Angelis, personaggio bipolare accompagnato da Rocco, l’uomo che “abita” dentro di lei.
Tra gli episodi più curiosi spicca quello della giovane promessa della scienza, Chiara, bambina prodigio di sette anni che dice di aver scritto un libro sulle stelle. Solo più tardi emerge la verità ovvero che il volume è stato scritto dal padre e la madre ha portato la bambina in radio raccontando una bugia pur di riuscire a venderne le copie.
Molto apprezzato dal pubblico l’intermezzo musicale con Mauro Mirko, che interpreta “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri, regalando una pausa intensa e coinvolgente.
Il registro cambia totalmente quando arriva Eva, la donna mascherata che racconta la violenza psicologica subita. Le sue parole restano sospese nella sala:
«La violenza vera lascia lividi dentro. Il coraggio è di chi ascolta, perché chi parla ha già perso tutto».
Un momento di forte impatto scenico arriva con Sara e quattro figuranti che trasformano il palco in una galleria d’arte vivente. Dentro una grande cornice prendono forma celebri opere quali la Gioconda, l’Urlo di Munch, la Vergine di Botticelli, la Venere del Canova, il Bacio di Klimt, interpretate con movimenti e pose che fondono teatro e arti visive.
Poi entra in scena la strega Arrapazia, miscela di ironia e disgrazia, seguita dalla maestra Cristina Sanguinetti, che torna simbolicamente a insegnare con la bacchetta in mano. Il suo è un appello semplice e diretto agli insegnanti:«Il vostro è il mestiere più bello del mondo».
A chiudere lo spettacolo arriva don Paolo Brida nei panni di Babbo Natale, portando un messaggio di unione e comunità.
L’applausometro impazza e i protagonisti raccolgono sinceri consensi da un auditorium gremito, con il tutto esaurito in entrambe le repliche.
A fine serata arrivano anche i complimenti del sindaco Fabrizio Mattiussi, rivolti alla compagnia Drin e Delaide, a Elisa Zatti, presidente del gruppo e Nicola Valentinis, autore dei testi e regista.
Uno spettacolo che riesce a interrogare la società senza rinunciare al divertimento, alternando satira, musica e momenti di riflessione. Proprio come una radio libera, capace di far ridere, pensare e - per 180 minuti - restare sintonizzati sulla stessa frequenza.