Economia, Sociale

Crisi energetica e nuove povertà

di Mario Passon

Questo è il titolo del convegno organizzato da Adiconsum Friuli Venezia Giulia e CISL Friuli Venezia Giulia svoltosi Udine la scorsa settimana.
Il titolo fotografa un grande problema presente nelle famiglie, nelle imprese, nelle associazioni, nelle parrocchie; un problema supportato da dati inconfutabili.
Le Associazioni per la difesa dei consumatori stanno alla frontiera perché ascoltano le persone: bollette di 500 euro a fronte di pensioni minime, ma anche bollette da 2mila o 2 mila e cinquecento euro a fronte di stipendi di mille e cinquecento euro, sono alcuni dei tanti casi affrontati. Adiconsum Codroipo e Udine hanno raccolto i problemi di diverse famiglie e piccole imprese del Medio Friuli.
Le possibili soluzioni sono la rateizzazione o il prestito bancario che alcuni istituti di credito concedono a tasso molto agevolato ma comunque la bolletta va pagata.
E poi non è solo la luce che aumenta perché il costo dell’energia entra in tutta la catena di produzione a cominciare dai prodotti alimentari e dalle bevande.
L’inflazione sfiora il 12%, la componente energetica fa +71%, senza l’inflazione farebbe +5,3%, il carrello della spesa +12,3%.
In prima linea per affrontare queste difficoltà ci sono i nostri comuni, il cui impegno per attenuare i problemi contingenti delle famiglie è stato importante come ha ricordato il sindaco Dorino Favot, che è intervenuto come Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Come uscire dalla crisi, garantendo l’acceso all’energia sicura, sostenibile e a prezzo equo?
L’economista Leonardo Becchetti ha risposto cosi “dobbiamo risolvere subito i problemi dei cittadini non tra vent’anni, e la risposta sono le energie rinnovabili. Accelerare la transizione verso le rinnovabili significa dare una risposta anche alla crisi climatica; le fonti rinnovabili emettono cento volte meno CO2 del gas e duecento volte meno del petrolio. E poi il vantaggio di essere liberati dai prezzi dell’energia: per le famiglie e le imprese che sono passate alle fonti rinnovabili, oggi l’energia diventa una risorsa”.
L’Italia non ha bisogno di soldi ma spendere bene quelli che ha, e velocizzare le pratiche. Sono tre le azioni che si possono fare subito: i decreti attuativi per le comunità energetiche, sbloccare i moltissimi progetti in corso di energia rinnovabile e adottare un piano per coprire con il fotovoltaico le superfici utili dei beni immobili pubblici, creando comunità energetiche con meccanismi di solidarietà contro la povertà energetica.
Ultimo aggiornamento: 22/02/2024 02:11