Sociale, Libri

Un’economia che riparta dal buon senso, dalla comunità

di Mario Passon

Nel 1971 Abraham B. Yehoshua scrive il racconto “All’inizio dell’estate del 1970” che fa parte della raccolta “Tutti i racconti” edito da Einaudi.
Un giovane israeliano di 31 anni ritorna dall’America, quasi professore, con la giovane moglie ed un figlio di tre anni, si occupa di ricerca sperimentale tra storia e statistica, “il metodo stesso è così rivoluzionario” racconta al padre, metodo che implementerà all’Università di Gerusalemme. Alcune settimane dopo il suo arrivo viene richiamato come riservista e inviato sul fronte di guerra nella valle del Giordano. Nello studio ha lasciato ogni cosa com’era ed è partito per la guerra: in un angolo del cassetto un coltellino con la scritta PEACE.
“Come va?” gli chiede il padre … “Lo vedi anche te … - sussurra con amarezza e disperazione – una perdita di tempo … senza ragione”.
Sintesi di un racconto che invito a leggere e che con altri due “L’ultimo comandante” e ”Base missilistica 612” ci fa riflettere sull’inutilità delle guerre. Abraham B. Yehoshua, (nato a Gerusalemme nel 1936 e morto a Tel Aviv nel 2022) è stato uno dei maggiori scrittori israeliani.
Questa incipit per introdurre la 7.a edizione del Festival dell’economia civile che si svolgerà a Firenze dal 2 al 5 ottobre con il titolo “Democrazia partecipata: la sfida delle Intelligenze Relazionali”. L’intelligenza artificiale con la quale si muovono le guerre di oggi è nulla senza intelligenza relazionale: da sola l’intelligenza artificiale rischia di diventare un lanciarsi bombe, droni e missili. Abraham B. Yehoshua ha sempre sostenuto e lavorato per il dialogo e le relazioni: il movimento per la pace in Medio Oriente che la sua generazione ha portato avanti si è scontrato contro la violenza, l’assenza di fiducia, le ideologie e anche il peso della religione nei conflitti.
L’intelligenza relazionale è la capacità di costruire relazioni di senso e di qualità tra di noi. E’ su queste fondamenta che si costruiscono le soluzioni a tutti i problemi di oggi.
L’economia civile che promuove l’evento di Firenze, fa tesoro delle evidenze sul campo e di quelle sperimentali in materia di dilemmi sociali: ci aiuta a costruire le condizioni per le quali “homo homini natura amicus” (per natura ogni uomo è amico di un altro uomo), come sosteneva Antonio Genovese che così rispondeva a “homo homini lupus” di Thomas Hobbes (in natura l’uomo è un lupo per l’uomo), per cui prevale l’egoismo, la competizione come lotta, antagonismo, scontro.
Il riscaldamento globale e l’emergenza climatica, le politiche del lavoro, la qualità della vita e delle relazioni, i conflitti e le guerre, la crisi del debito estero: su questi temi ragionerà il Festival Nazionale dell’Economia Civile perchè la Guerra e i dazi sono una perdita di tempo … senza ragione.
Democrazia partecipata: un invito a diventare protagonisti, partecipare, proporre, costruire.

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Ultimo aggiornamento: 14/03/2026 08:43