Economia, Lavoro

Salario minimo a 9 euro: serve o no?

di Mario Passon

Salario Minimo, UE
©Eurostat
Per il governo no: il governo “va nella direzione di favorire una contrattazione collettiva sempre più virtuosa, investire sul welfare aziendale, agire su agevolazioni fiscali e contributive, stimolare i rinnovi contrattuali”.
L’opposizione è favorevole “perché bisogna tutelare i lavoratori poveri che attualmente hanno una retribuzione inferiore e in molti casi non sono coperti da contratti collettivi” e infatti le scorse settimane ha depositata alla Camera una proposta in tal senso.
Confindustria non pone problemi perché dicono, “tutti nostri contratti sono superiori”, i Sindacati CGLI e UIL sono favorevoli perché “tutti i lavoratori, dai subordinati agli autonomi a partita Iva, devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele. Milioni di persone hanno paghe orarie sotto i nove euro e non è più accettabile. C'è stata poi una crescita dei cosiddetti contratti pirata, quindi questi due temi devono essere affrontati".
La CISL è su posizioni diverse “il salario minimo va fatto con i contratti non con la legge, perché rischiamo di creare alibi e pretesti alle imprese che a quel punto possono decidere di uscire dall'applicazione dei contratti e determinare una spirale verso il basso della dinamica delle retribuzioni”.
Cosa fanno gli altri Paesi europei? Oltre all’Italia il salario minimo non è previsto in Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia … gli altri paesi sono rappresentati nel grafico.
Il rapporto Employment Outlook, dell’OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ci dice che gli stipendi non riescono a tenere il tasso dell’inflazione: i salari reali, da fine 2019 a gennaio 2023, sono scesi del 2,2%, in Italia del 7,5%. Solo il salario minimo è aumentato più dei prezzi perché spesso collegato il tasso d’inflazione.
Allora lo introduciamo questo salario minimo?
In realtà la questione è molto più complessa: sollevo due problemi che sono da anteporre al salario minino: la prima questione riguarda la distanza tra domanda (le imprese che chiedono lavoratori) e offerta (le persone che cercano occupazione). Tra i giovani sta cambiando l’atteggiamento nei confronti del lavoro: il sociologo Daniele Marini titolava così un suo recente articolo “Grazie vi farò sapere”, a indicare che è il giovane che sta cercando lavoro a parlare così non l’azienda.
La seconda questione è che Italia molti contratti collettivi sono scaduti e i tempi di rinnovo sono generalmente piuttosto lunghi. Scrivono i Sindacati “Italia è il paese dei contratti scaduti; e riguardano milioni di lavoratori. In diversi casi le trattative sono in alto mare”. Recuperare l’inflazione diventa un problema.

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Ultimo aggiornamento: 24/06/2024 23:08