Codroipo, Lettere

Sull'intitolare i Giardini ai Sindaci della Liberazione

di Redazione web

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo una lettera di commento alla proposta del gruppo consiliare Altre Prospettive di Codroipo di intitolare i Giardini di Piazza Giardini ai Sindaci della Liberazione.

Lettera aperta al signor Trevisan Giacomo, capogruppo in consiglio comunale di Codroipo per il gruppo Altre Prospettive, e per conoscenza, al signor sindaco Marchetti Fabio ed ai capigruppo consiliari, in merito alla sua proposta di intitolare una piazza ai Sindaci della Liberazione, o presunti tali, pubblicata su il Messaggero Veneto in data 24 aprile ultimo scorso.
Mi permetto di osservare che, senza nulla togliere al loro impegno civile e patriottico, sarebbe molto meglio ricordare tutte le persone che si sono impegnate prima e dopo il 25 Aprile 1945 per aiutare codroipesi e non, nei modi più concerti possibili.
E mi creda, sono stati tanti di ogni estrazione politica. Ricordo uno per tutti, Monsignor Alberto Manzano.
Sempre a mio modo di vedere, fino agli anni sessanta, gli amministratori locali hanno vissuto di inerzia sulla scorta della neo costituita regione autonoma Friuli Venezia Giulia, che con scarsa lungimiranza ha imposto nel nostro territorio quanto meno discutibili scelte, quali industriali ed agrarie, trascurando in modo particolare Villa Manin.
Dal 1970 con sindaco Zamparo Lauro e con il supporto dell’assessore Domenicali Luciano, ci furono le prime vere scelte coraggiose, quali l’approvazione del piano regolatore generale, i piani per l’edilizia economica e popolare, il centro sportivo e il centro studi, fino alla costituzione del comitato artistico Villa Manin, vedi mostra del Tiepolo e di Giochi Senza Frontiere con il
coordinamento del compianto Enzo Peressini.
E poi, la costituzione della Pro Loco Villa Manin - Codroipo, per tanti anni guidata dall’impareggiabile Renato Gruarin, attività continuate poi dalle amministrazioni Moroso e Donada. Il tutto con grande impegno da parte dei presidenti regionali 
Antonio Comelli e Adriano Biasutti.
Da qui il declino, dell’industria, dell’agricoltura, l’oblio di Villa Manin, con l’ultima importante mostra di Kandinsky nel 2003 voluta da Enzo Cainero, sabotato poi tutto il resto del programma dalle giunte regionali guidate da Illy e Serracchiani, con lo scioglimento dell’azienda speciale Villa Manin e con il silenzio assenso dei sindaci successivi, in modo particolare Boem.
Infine, i nostri giorni, dove si continua a vivacchiare limitandosi all’indispensabile, senza lungimiranti vedute, che che se ne dica.
Concludo invitandoLa a ragionare, se e a chi intitolare un luogo pubblico.
Non si illuda ad inseguire i melanconici canti delle cicale, sempre disposte a covare le uova del cuculo. Coraggio Trevisan, sviluppi il nome del suo gruppo consiliare “Altre Prospettive”.
Cordiali saluti e buon lavoro.

Gino Bidini, già amministratore comunale di Codroipo

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Ultimo aggiornamento: 06/10/2022 01:23