13/01/2026
Codroipo
Cerimonia di saluto della cittadinanza ai Lancieri di Novara
di Paolo Di Biase
Saluto ufficiale lunedì 12 gennaio a Codroipo in piazza Garibaldi ai Bianchi Lancieri in partenza per la missione internazionale KFOR in Kosovo. Presenti alla cerimonia il reggimento, accompagnato dalla fanfara dell’11° bersaglieri e dai rappresentanti delle Associazione combattentistiche e d’Arma. Una cerimonia impreziosita dalla presenza dei ragazzi e delle ragazze degli istituti scolastici di Codroipo.
Sono intervenuti il sindaco Guido Nardini, il vice presidente della regione Mario Anzil, il presidente del consiglio regionale Mauro Bordin, monsignor Ivan Bettuzzi e il col. Federico Mora.
Il saluto ha avuto inizio con la cerimonia dell’alza bandiera e la lettura della motivazione con cui è stata concessa al reggimento la medaglia di bronzo al valore dell’Esercito: “Nell’immane sciagura sismica che colpiva il Friuli, interveniva tempestivamente in soccorso delle popolazioni colpite, prodigandosi con coraggio e fraterno slancio di solidarietà umana nell’aiuto ai feriti e ai suoi superstiti e nella rimozione delle macerie. L’apporto fornito riscuoteva l’apprezzamento e la gratitudine delle autorità e della popolazione. Friuli 6 - 15 maggio 1976”.
A preso la parola Guido Nardini che ha portato i saluti di tutta la città di Codroipo nella piazza che rappresenta il cuore della comunità, sottolineando come ormai siano già trascorsi 79 anni dall’insediamento dei “Lancieri di Novara”. Nel salutare questa componente importante della comunità con cui si è creato un forte legame, ha ricordato l’obiettivo principale della missione e cioè il mantenimento della pace e della stabilità in quella regione. Ha poi rivolto un pensiero ai familiari dei militari in partenza partecipando loro i sentimenti per il distacco dai loro cari, incoraggiandoli e sottolineando che potranno trovare in caso di bisogno una comunità sempre accogliente e disponibile. Il sindaco durante il suo discorso ha voluto poi soffermarsi sul momento che vive la politica internazionale in questi ultimi giorni esprimendo il suo pensiero: “Questa missione in Kosovo sotto l’egida delle Nazioni Unite è figlia anche di un consenso e di un metodo collegiale nella gestione delle crisi e dei rapporti internazionali. In un momento come quello attuale dove ogni giorno vediamo il ritorno dell’arroganza della politica di potenza a scapito del diritto internazionale e della collegialità tra nazioni non può che renderci orgogliosi sapere che l’Italia sostiene ancora e dalla prima linea questi sforzi internazionali restando fedele al senso profondo e all’articolo 11 della Costituzione e dell’articolo 43 della Carta delle Nazioni Unite”.
L’assessore alla cultura e allo sport Mario Anzil ha portato, a nome suo e del presidente Massimiliano Fedriga, il saluto e il plauso alle donne e agli uomini dei Lancieri in partenza per l’importante missione umanitaria e di pace all’estero, evidenziando l’importanza del ruolo dei nostri reparti nei difficili teatri operativi nel mondo. Dovunque hanno operato si sono distinti per il coraggio e la solidarietà nei confronti delle popolazioni locali, mostrando grande professionalità. Per queste ragioni, ha poi concluso Anzil, “la comunità di Codroipo, le comunità del Friuli e dunque la Regione Friuli Venezia sono orgogliose di voi.”
È intervenuto anche Mauro Bordin sottolineando come l’Italia sia sempre protagonista nei percorsi di pace e nei momenti in cui c’è bisogno di aiuto.
Monsignor Ivan Bettuzzi, guardando gli uomini e le donne in uniforme in partenza, ha richiamato l’attenzione su come in questo caso si faccia un’esperienza di realismo. Secondo Bettuzzi “oggi è importante capire che siamo tutti sul fronte ” e che le guerre che vediamo attraverso lo schermo del televisore o dello smartphone non sono fiction ma realtà. Infine ha augurato ai militari di tornare vincitori, “perché la cultura della pace ha bisogno di persone che prima devono scoprirla e poi disseminarla nel mondo”.
Ha concluso gli interventi il col. Federico Mora che ha ringraziato le autorità civili e religiose intervenute, tutte le associazioni e i ragazzi delle scuole. “L’abbraccio della comunità rimarrà a lungo nella memoria del reggimento perché ci riscalda il cuore” ha affermato e a poi rinvolto un ringraziamento speciale al “Caffè Letterario Codroipese” e alla sua presidente Luisa Venuti per la donazione di una ricca collezione di libri ai militari impegnati nel Teatro operativo Kosovaro, con un saluto e un arrivederci al prossimo luglio per il loro ritorno.