09/01/2026
Codroipo, Scuola
Partecipazione della ricercatrice Silvia Marchesan all’Ute
di Paolo Di Biase
Lezione aperta all’Ute di Codroipo, giovedì 8 gennaio, della prof.ssa Silvia Marchesan del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’università di Trieste, dal titolo “Il paese delle meraviglie nella scienza oltre lo specchio”. Ha introdotto l’evento il Presidente Giancarlo Tonutti ringraziando la illustre ospite per il tempo dedicato ai partecipanti.
La ricercatrice di fama internazionale ha sottolineato di sentirsi a suo agio ricordando di aver frequentato proprio in quella sede da piccola i primi studi alle elementari. La lezione si è focalizzata sulla linea di ricerca che ha avuto la maggiore risonanza e che quindi ha portato i riconoscimenti maggiori al suo gruppo di lavoro. Ricordiamo che Silvia Marchesan originaria di Codroipo dopo un dottorato a Edimburgo ha studiato a Londra in Finlandia e in Australia e ha vinto nel 2017 il premio Vittorio Erspamer per la sua ricerca sui peptidi e le loro applicazioni in biomateriali e terapie, un riconoscimento importante che ha preceduto la sua selezione tra i migliori giovani scienziati emergenti al mondo da parte della rivista Nature. La ricercatrice ha utilizzato alcuni disegni originali del libro di “Alice nel Paese delle Meraviglie” fatti da John Tenniel e sfruttando alcune metafore ha spiegato anche il tipo di ricerca che viene fatto nei loro laboratori. Uno degli spunti interessanti è partito dalla simmetria che ha sempre affascinato l’uomo, come ad esempio il Taj Mahal, il famoso mausoleo simbolo dell’India, una delle meraviglie del mondo. Esempi di simmetria si possono osservare anche in natura, nel mondo animale, nel mondo vegetale e minerale. L’interesse per la simmetria nel caso della ricerca nasce dal fatto che studiandone una piccola parte si riesce a conoscere tutto l’intero. La ricercatrice ha sottolineato il fatto che questo ordine si possa notare anche nel fior di loto, nella coda del pavone, nei fiocchi di neve. Per la ricerca è importante il termine “chiralità” cioè la proprietà di un oggetto (anche una molecola) di diventare “chirale” quando cioè non è sovrapponibile alla sua immagine allo specchio, una proprietà importante per il riconoscimento ad esempio dell’azione di molti farmaci. La maggior parte delle molecole biologiche sono chirali, come le proteine, così come i loro frammenti, i peptidi, costituiti da piccoli mattoncini, gli amminoacidi, tutti sinistri. Attraverso la metafora dello specchio, la molecola rappresentata a sinistra è quella che, ad esempio, nei farmaci può dare un effetto antidolorifico, mentre invece la sua immagine allo specchio non dà alcun effetto perché non viene riconosciuta dal bersaglio biologico all’interno del nostro organismo. Nonostante la sua complessità, la lezione è proseguita con leggerezza, grazie alla bravura della ricercatrice.