Camino al Tagliamento, Libri

I segreti della millenaria Pieve di Rosa in un libro

di Pierina Gallina

"Rosa di acque, di fede, di popolo" è il titolo del libro, fresco di stampa, realizzato grazie al sostegno della Filologica Friulana, della Banca 360 e del Comune di San Vito al Tagliamento. L'autore è Vieri Dei Rossi, appassionato ricercatore triestino, che aggiorna la storia del Tagliamento, di Pieve di Rosa e di Rosa, sulla base dei recenti ritrovamenti e delle scoperte inedite tratte dagli archivi parrocchiali.
Nell’antica Pieve, l’introduzione è stata curata da Serena Gani, Assessore alla cultura di Camino al Tagliamento, dal parroco don Maurizio Zenarola, e dal presidente del Comitato di Rosa, Giuseppe Giacomuzzo.
La pregiata cornice musicale è stata offerta da Claudio Gasparoni, viola da gamba, e Lorenzo Marzona, organo, con l’esecuzione di brani dal 1500 al 1700.
Dalla presentazione di Dei Rossi, Rosa è parso il paesino più tribolato a causa del Tagliamento, che, innumerevoli volte, ha spostato l'alveo. E, di conseguenza, i paesi di Pieve di Rosa e Rosa. Distruggendo anche un numero imprecisato di chiese. Nel 1186, la Pieve di Rosa era, già, definita nuova. La chiesa attuale, documenti alla mano, risulta costruita nel 1500 e non nel 1400, come sempre ritenuto. Infatti, in un documento del 1560, il testimone Vito da Biauzzo, dichiara di aver costruito con le sue mani la Pieve dopo che, nel 1524, il Tagliamento aveva distrutto le due chiese, di Pieve e di Rosa. Nel 1643 il fiume si era spostato di nuovo. Così pure nell’alluvione del 1743. Un ulteriore alluvione - nel 1851- distruggeva l’abitato di Rosa.
Nel volume sono nominati gli artisti locali che, in queste chiese, hanno lasciato molte opere, tra cui la statua di San Valentino e la fonte battesimale a Camino, la mensa d’altare, del 1525, a Rosa. Lo scultore del ‘400, Pilacorte, appare tra i nomi più importanti.
Altresì riporta la cronologia dei curati e dei pievani di Pieve e di Rosa, le oreficerie, alcune realizzate come ex voto, aneddoti su come gli affreschi venivano trasportati, tramite barca, da una sponda all'altra.
Per la realizzazione del volume, si sono rivelati fondamentali il memoriale Julianis del 1712 e i registri parrocchiali, contenenti nomi, cognomi, date di nascita e di morte degli abitanti, molte mappe del ‘600-700 di Giacomo Spinelli oltre a immagini del Tagliamento, fiume che si guadava, dava vita e speranza.
Immagini e parole dell’autore sono state amplificate dalle note dell'organo e della viola da gamba, strumento antico, padre del violoncello. Grazie alla maestosità e al virtuosismo di strumenti maestri di emozioni, modulate su ogni sfumatura umana.
Ultimo aggiornamento: 22/02/2024 02:11